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Nessuno tassa il lavoro più dell’Italia / FOCUS

Roma - Secondo l’ultimo rapporto della Commissione Ue sul fisco, è questa la tendenza della tassazione in Italia, che nel 2018 si assesta al 13mo posto quanto a pressione fiscale sulle persone fisiche. Le tasse sul lavoro in Italia incidono per il 42,6%, le più alte dei 28 Paesi europei.

Roma - Un fisco che colpisce molto duramente il lavoro, tanto da essere il più pesante dell’Ue. Mentre la pressione sui consumi resta al di sotto della media, con l’Iva che incide meno rispetto agli altri Paesi Ue. Secondo l’ultimo rapporto della Commissione Ue sul fisco, è questa la tendenza della tassazione in Italia, che nel 2018 si assesta al 13mo posto quanto a pressione fiscale sulle persone fisiche. Le tasse sul lavoro in Italia incidono per il 42,6%, le più alte dei 28 Paesi europei. Molto alta (oltre il 20%) è la quota di contributi sociali pagati dal datore di lavoro, mentre l’Irpef incide appena sotto il 15%, molto vicino alla media Ue.

Altro dato che differenzia l’Italia rispetto al resto d’Europa è la quota dell’Iva nelle imposte sui consumi: incide solo per il 54%, il valore più basso di tutti. In Svezia, al top, incide per il 75%. «Significativa» in Italia è invece la componente non-Iva sui consumi, perlopiù accise sull’energia. Per quanto riguarda la tassazione sulle imprese, in Italia “picchia” abbastanza: è la sesta più alta con il 27,8%, comunque in calo dal 31,3% del 2016. Prima ci sono Malta (35%), Francia (34,4%), Portogallo (31,5%), Germania (30,2%) e Belgio (29,6%). Trattamento di favore invece in Irlanda, che ha una flat tax al 12,5% da oltre dieci anni, Bulgaria (10%), Cipro (12,5%), Lituania (15%). In generale, tasse e contributi sociali in Ue rappresentano il 38,9% del Pil. «Rispetto alle altre economie avanzate il fisco europeo è alto: 13 punti percentuali di Pil più degli Usa e 8 del Giappone», si legge nel rapporto della Commissione, aggiornato con dati del 2018. La classifica dei Paesi dove la tassazione delle persone fisiche è più alta, vede incontrastata in testa la Danimarca (55,8%), seguita dalla Svezia (57,1%), ma dal 2017 è salita significativamente anche in Grecia (55%).

Mentre in Portogallo nell’ultimo anno è scesa dal 56,2% al 53%. In Italia è al 47,2% negli ultimi due anni, in calo dal 48,8% del 2016. Molto conveniente vivere in Romania e Bulgaria (10%), Repubblica Ceca e Ungheria (15%). La media Ue è del 39%. Per quanto riguarda le tasse sul capitale, le più elevate sono in Francia (52,8%) e Danimarca (37%), ma valori sopra il 30% si trovano pure in Italia, Belgio e Regno Unito. Le più basse sono invece in Lussemburgo (6,8%), Lituania, Estonia, Irlanda e Bulgaria (tutte sotto il 15%). Infine, la tassa sulla casa: è più alta in Francia (3,3%), Regno Unito (3,1%) e Grecia (2,8%). L’Italia, con il 2,7%, è quinta.

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