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Perché quello tra Royal Caribbean e Silversea sarà il matrimonio dell’anno / ANALISI

Trieste - E’ notizia di pochi giorni fa l’acquisto da parte del gruppo Royal Caribbean del 66,7% del marchio delle crociere di lusso Silversea: quali conseguenze avrà questa intesa (da definirsi entro l’anno) per entrambi i contraenti?

Trieste - E’ notizia di pochi giorni fa l’acquisto da parte del gruppo Royal Caribbean del 66,7% del marchio delle crociere di lusso Silversea: quali conseguenze avrà questa intesa (da definirsi entro l’anno) per entrambi i contraenti? Si tratta di una piccola rivoluzione copernicana per il colosso delle crociere americane, numero due al mondo dopo Carnival: finora la compagnia guidata da Fain aveva abbastanza snobbato il mercato delle crociere di lusso concentrandosi soprattutto sulle navi di grandi dimensioni. Infatti ad oggi il gruppo controlla solo il marchio upper-premium Azamara Club Cruises che dispone di due piccole navi da 30.000 tonnellate di stazza lorda, acquistate di seconda mano anche se ben rinnovate. Quindi finora Royal non ha mai investito in nuove costruzioni dedicate a questo segmento di viaggi da sogno con tutti i comfort.

Ad oggi Azamara prevede di inaugurare una nuova nave, l’Azamara Pursuit, a fine agosto; si tratta sempre di una nave acquistata da altro armatore della medesima classe delle altre due su cui però la compagnia ha investito in un refitting multi-milionario in corso d’opera nello storico cantiere Harland & Wolff di Belfast. L’acquisizione di Silversea oggi cambia radicalmente questo scenario. Ricordiamo che la compagnia monegasca dispone attualmente di una flotta di 9 navi di piccole dimensioni dedicate al segmento luxury ed expeditions: la più grande e recente è la Silver Muse (40.791 t.s.l.) consegnata lo scorso anno dallo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente.
La prima domanda che ci poniamo è se tra Silversea e Azamara non ci sarà un “conflitto d’interessi”. In realtà no perché la prima come abbiamo visto si posiziona nel segmento luxury, mentre la seconda nell’upper-premium. Entrambi espressioni di categorie di crociere di alto livello, ma con servizi leggermente differenti.
Questa situazione permetterà a Royal Caribbean di effettuare sinergie tra questi marchi un po’ come avviene tra Regent Seven Seas Cruises e Oceania Cruises nel gruppo Norwegian Cruise Line Holdings.

Un grande vantaggio invece per Silversea sarà la maggior possibilità di crescere ed investire avendo alle spalle il colosso americano. Infatti nel 2020 e nel 2021 la compagnia monegasca riceverà da Fincantieri altre due navi di classe “Muse” dal costo unitario di circa 320 milioni di euro ciascuna. Ricordiamo che al momento della consegna l’armatore deve corrispondere al cantiere costruttore circa il 90% del prezzo della nave. Questo vuol dire che Silversea dovrà versare all’azienda di Bono oltre 550 milioni di Euro a cavallo della consegna della due navi. Essendo stato il matrimonio con Royal Caribbean in gestazione per oltre un anno ora capiamo perché la compagnia monegasca si sia esposta finanziariamente con queste nuove commesse. Inoltre l’accordo con Royal prevede un’ampia autonomia per il management di Silversea; infatti sia Manfredi Lefebvre D’Ovidio che Roberto Martinoli resteranno in sella nei rispettivi ruoli che hanno ricoperto finora. Infatti, a differenza di Carnival, il gruppo di Fain controlla marchi crocieristici lasciando ampia autonomia gestionale: esempio sono le joint venture TUI Cruises e Pullmantur Cruceros. Questo accordo pare essere quindi un ottimo affare per entrambi i contraenti in un momento in cui il mercato delle crociere di nicchia upper-premium, luxury ed expedition sta vivendo una crescita esponenziale come i viaggi per i passeggeri “comuni”. La gestione tecnica unica della flotta però porterà in dote molte sinergie con grossi risparmi di costi.

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