SERVICES

Camalli penalizzati dal Decreto dignità, i porti sul piede di guerra

Genova - Lo stop tra un contratto e l’altro rischia di mettere in ginocchio i terminal. Il mondo del lavoro in banchina chiede una deroga.

Genova - Il mondo del lavoro portuale è sul piede di guerra. Il decreto dignità che sta per essere varato dal governo stringe le maglie sui contratti a tempo. È lo schema di stop & go che rischia di mettere in crisi la flessibilità dei portuali italiani: ad essere toccate dai nuovi provvedimenti che il ministro Luigi Di Maio sta per varare, ci sono soprattutto le agenzie internali dei lavoratori delle banchine italiane. Se per i contratti a tempo viene instaurato l’obbligo di una pausa tra i 10 e i 20 giorni, il rischio è che non si riescano più a inviare portuali in banchina. La norma penalizza la tipicità del lavoro ai terminal e così il cluster marittimo ha già cominciato a muoversi: se le agenzie di lavoro temporaneo dei porti non potranno fornire manodopera alle compagnie - e quindi ai terminal - il rischio è un blocco dell’operatività dei porti. La strada è un emendamento che allarghi le maglie del decreto, come per i lavoratori del turismo e dei pubblici esercizi.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››