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«Cartello tra i produttori di cavi sottomarini», confermata multa a Prysmian

Milano - Nel 2014 la Commissione europea aveva multato 11 produttori di cavi terrestri e sottomarini ad alto voltaggio per quasi 302 milioni di euro per aver fatto cartello

Milano - Il Tribunale dell’Unione Europea ha respinto il ricorso di Prysmian contro la decisione della Commissione Europea, confermando le sanzioni da circa 300 milioni nei confronti del gruppo italiano e delle altre società del settore, come Nexans, Viscas, Furukawa e altre. Contro la decisione della Commissione la maggior parte degli altri destinatari aveva presentato ricorsi ed anche tali ricorsi sono stati respinti. In particolare la multa per Pysmian ammonta a circa 104 milioni; il gruppo ha fondi accantonati per un importo di circa 163 milioni al fine di poter far fronte ai rischi e costi derivanti principalmente dalla decisione della Commissione Europea e dalle richieste di risarcimenti danni conseguenti a tale decisione e che General Cable. «Prysmian non condivide le conclusioni alle quali è giunto il Tribunale dell’Unione Europea e presenterà appelli alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea», sottolinea il gruppo in una nota. Nel 2014 la Commissione europea aveva multato 11 produttori di cavi terrestri e sottomarini ad alto voltaggio per quasi 302 milioni di euro per aver fatto cartello. Secondo la Commissione, il cartello, attivo dal 1999, era composto da sei società europee, tre giapponesi e due coreane, cioè gran parte dei principali produttori di cavi del mondo: ABB, Nexans, Prysmian (ex Pirelli), J-Power Systems (ex Sumitomo Electric e Hitachi Metals), VISCAS (ex Furukawa Electric e Fujikura), EXSYM (ex SWCC Showa e Mitsubishi Cable), Brugg, NKT, Silec (ex Safran), LS Cable e Taihan. ABB, la prima a rivelare l’esistenza cartello, non è stata multata.

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