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«Shipping via dalla Brexit, Italia ignorata» / INTERVISTA

Genova - Duci: «Potremmo attirare gli armatori, ma manca il decreto attuativo della Legge europea 2017».

Genova - Cipro, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi: i P&I Club inglesi prendono le contromisure alla Brexit e ridistribuiscono le proprie sedi nell’Unione europea, per non perdere un mercato che rappresenta il 60 per cento della loro attività. Fra i paesi scelti non c’è però l’Italia, che pure ha tradizione, traffici, professionalità e competenze nel mondo dello shipping. E anche una città come Genova non ha nascosto in un recente passato ambizioni da capitale dello shipping.

La comunità marittima italiana può ritagliarsi un maggiore ruolo internazionale dopo la Brexit?

«Se parliamo - risponde il presidente di Federagenti, Gian Enzo Duci - di assicurazioni marittime e banche, la scelta della sede, anche fuori dal Regno Unito, è condizionata dalla ricerca di paesi dove l’inglese sia lingua nazionale o molto diffusa. Questo mette l’Italia in condizioni di non poter competere».
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