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Clima teso alla Spezia, Landolfi attacca ancora Roncallo

Genova - Lettera aperta del presidente dei doganalisti: «Nessun interesse privato dietro la mia richiesta: vogliamo risposte serie ed affidabili».

Genova - «Egregio Presidente, mi spiace davvero che Lei abbia vissuto la mia richiesta di chiarimento sui tempi delle opere come un’offesa personale. Mi spiace ancora di più, e questo sì che mi offende, l’allusione che respingo circa un interesse personale dietro alla mia richiesta». È l’inizio della lettera aperta scritta da Sergio Landolfi, numero uno degli spedizionieri doganalisti della Spezia, ultima puntata di un botta e risposta al vetriolo che dura da 24 ore.

«Credo che sia dovere del rappresentante di imprenditori informare i suoi associati e cercare dalle controparti istituzionali risposte serie e affidabili. Io forse avrò mancato qualche riunione in pizzeria. Di certo ho subito per decenni come tutti gli operatori spezzini i rinvii e le incertezze che hanno caratterizzato a La Spezia la progettualità, la realizzazione delle opere e non ultimi i dragaggi del porto, sotto la guida dei vari presidenti che si sono succeduti prima che Lei entrasse in un settore così complesso e assumesse la Presidenza. Ribadisco. Mi spiace che ogni richiesta di informazione venga vissuta come un tradimento o addirittura come la prova di un interesse personale. Entrambe non rientrano nel mio patrimonio genetico e imprenditoriale».

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