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La Brexit fa paura: la Aston Martin preferisce l’aereo alla nave

Genova - La casa automobilistica sceglie l’aereo per l’invio dei componenti delle vetture perchè non si fida dei porti inglesi e delle conseguenze della Brexit.

Genova - Via aereo e non più solo via mare: Aston Martin sta valutando un cambiamento delle modalità di trasporto delle componenti delle proprie supercar all’estero, verso gli impianti di assemblaggio, a causa dei problemi che presumibilmente comporterà la Brexit. L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, spiega Automotive News Europe sul suo sito, potrebbe condizionare il movimento giornaliero di migliaia di componenti e veicoli verso e dal continente. Aston Martin, che all’inizio del mese è diventato il primo produttore britannico degli ultimi decenni ad entrare nel London Stock Exchange, usa principalmente il porto di Dover per trasportare le sue componenti, ma c’è la forte preoccupazione che con la Brexit le cose potrebbero cambiare. Il celebre marchio automobilistico inglese starebbe valutando tra diversi aeroporti, tra cui Coventry and Birmingham, vicini all’impianto di Gaydon di Aston Martin, mentre per quanto riguarda i porti c’è in lizza Sunderland.

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