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Fincantieri, la Cina e un mercato che cresce ancora poco / ANALISI

Genova - La triangolazione tra Stati Uniti, Italia e Cina sul fronte del business crocieristico prende finalmente corpo. Si chiamerà Cssc Carnival Cruise Shipping Limited la joint venture che vedrà impegnati Cssc, colosso della cantieristica cinese, e Carnival Corporation

Genova - La triangolazione tra Stati Uniti, Italia e Cina sul fronte del business crocieristico prende finalmente corpo. Si chiamerà Cssc Carnival Cruise Shipping Limited la joint venture che vedrà impegnati Cssc, colosso della cantieristica cinese, e Carnival Corporation, leader del mercato crocieristico a livello mondiale e proprietaria, tra l’altro, del marchio genovese Costa. L’accordo, i cui particolari sono stati svelati ieri, farà nascere un nuovo brand cinese (il cui nome non è stato ancora definito) che permetterà di differenziare l’offerta nel mercato asiatico. Carnival presidia il mercato già dal 2006 con Costa Crociere, a cui si è aggiunta nel tempo Princess Cruises.

La partnership, è stato spiegato in occasione della presentazione dell’accordo, nasce con l’obiettivo di aumentare la penetrazione del prodotto crociera tra la popolazione cinese; ad oggi, infatti, il mercato è fermo sotto il 2%, con appena 2,5 milioni di crocieristi, mentre i cinesi che viaggiano all’estero sono più di 142 milioni. La joint vedrà Carnival come socio di minoranza:la legge cinese impone che il controllo della società sia in mano cinese. Il nuovo brand mollerà gli ormeggi entro il 2019, quando riceverà da Costa Asia (brand italiano che non sarà cancellato) la nave Costa Atlantica. Sarà seguita successivamente dalla “sistership” Costa Mediterranea, andando a formare il primo nucleo della flotta. Il decollo del marchio sarà però garantito dalle nuove costruzioni che verranno realizzate dal Shanghai Waigaoqiao Shipbuilding Co., uno dei maggiori cantieri cinesi. Saranno realizzate due navi da crociera della classe “Vista” grazie alla joint venture tra Cssc e Fincantieri con consegne nel 2023 e nel 2024 (valore 1,5 miliardi di dollari). Queste unità avranno una stazza lorda di circa 135.000 tonnellate, con caratteristiche che si sposeranno con gli usi e costumi dei turisti cinesi. Il piano prevede inoltre l’opzione per la realizzazione di ulteriori quattro navi, con un orizzonte temporale che potrebbe raggiungere il 2028. Negli ultimi mesi c’è stata una flessione del turismo crocieristico in Asia, legata principalmente al modello di prenotazione dei viaggi.

C’è da capire quando verrà superata questa fase fisiologica con la conseguente ripresa della crescita su cui ancora confidano i maggiori analisti del settore. Solo allora potremo capire quando la nuova joint potrà raggiungere l’obiettivo dichiarato di otto navi in flotta. Il governo cinese sta puntando molto sull’industria crocieristica vedendo in questa forma di turismo una fonte di ricchezza per il futuro del Paese. Non a caso Carnival Corporation rafforzerà ulteriormente la sua leadership operando con tre brand differenti. Ricordiamo che Costa Asia riceverà due nuove navi da circa 5.200 passeggeri attualmente in costruzione negli stabilimenti Fincantieri di Monfalcone e Marghera.
Sarà quindi del 37% circa l’incremento della capacità della flotta genovese in Asia che vedrà uscire “Fortuna” (destinata all’Europa) e la sopracitata “Atlantica” sostituite da due navi nuove e molto più capienti che genereranno un interesse ben maggiore nella clientela del Far East. Il sostegno di Carnival e anche di Fincantieri rimane fondamentale per far crescere un mercato dal potenziale enorme, ma sul cui reale valore ci saranno riscontro solo nei prossimi quindici anni. «Da parte nostra - ha ribadito ieri Michael Thamm, numero uno di Costa - aiuteremo la Cina a diventare un mercato crocieristico di riferimento».

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