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Marittimi, la vera sfida è sulla formazione / FOCUS

Genova - Migliaia di posti di lavoro disponibili nel settore della logistica, ma la tecnologia sta rivoluzionando il mercato. Gavarone (Confitarma): «Serve gente preparata». Catani (Assarmatori): «Il mercato chiede anche ambizione».

Genova - «Flessibilità». Ecco cosa sarà richiesto ai giovani che si avvicinano alle professioni del mare nei prossimi anni. Lo spiega Alessia Clocchiatti, Policy advisor della Commissione Europea (DG Mare) al convegno “Le professioni del mare: orientare i giovani al cambiamento” che ha inaugurato questa mattina il salone Orientamenti a Genova.

Clocchiatti ricorda i messaggi culturali alla base delle politiche dell’unione sullo sviluppo dell’economia blu, quella legata al mare. Anna Mori, manager per la formazione ed il training del Distretto ligure delle tecnologie marine, racconta invece i percorsi formativi intrapresi: dagli studenti universitari e laureati, a quelli della scuola secondaria con l’alternanza scuola lavoro.

Le aziende continuano a investire sulla formazione. Gnv ad esempio ha varato il programma SailOr in collaborazione con la Regione Liguria e l’Ufficio Scolastico Regionale della Liguria. «Oggi servono persone ambiziose e preparate - ha spiegato l’amministratore delegato della compagnia Matteo Catani - «È questo quello che chiede il mercato ed è il consiglio che posso darvi» ha aggiunto rivolto alla platea di studenti il numero uno di Gnv.

Non ci sono solo le compagnie marittime: anche la nautica è a pieno diritto nel novero delle professioni del mare. Sanlorenzo è uno dei principali cantieri nautici italiani e Ferruccio Rossi, presidente del gruppo, ha spiegato la nascita e i progetti di sviluppo dell’Academy: « Vogliamo sostenere la crescita di Sanlorenzo e degli appaltatori con nuovo personale che disponga di preparazione tecnico-pratica prima dell’ingresso in azienda - ha spiegato Rossi - E vogliamo anche formare personale di macchina da imbarcare sugli yacht con buona conoscenza dei sistemi di bordo. Bisogna poi facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro nautico dei giovani diplomati provenienti dagli istituti tecnici e dalle scuole professionali della Liguria e incrementare la presenza di personale italiano tra i ranghi degli equipaggi di yacht e superyacht prodotti in Italia».

Giacomo Gavarone, presidente dei giovani di Confitarma, ricorda ai ragazzi che dopo la parentesi a bordo («Necessaria per maturare esperienza»), esiste anche una prospettiva di carriera a terra. E sul futuro, ricorda il manager di Rimorchiatori Riuniti, «è difficile fare previsioni sul mercato tra 20 o 50 anni», ma sul trend delle navi autonome le idee sono invece chiare: «Ai tempi di mio nonno a bordo di un rimorchiatore erano in otto. Oggi sono tre. Il progresso è inevitabile. Certo le cose cambieranno, ma ci sarà sempre bisogno di un buon marittimo. Per questo credo che la selezione sarà operata più sul livello qualitativo che quantitativo».

Francesco Maresca, il consigliere delegato del Comune di Genova ai porti, ha annunciato la nascita «di un portale che possa unire la domanda e l’offerta nel settore dell’economia del mare».

Conftrasporto è pronta a espandere geograficamente il progetto di action learning che ha coinvolto tanti studenti della Lombardia. «La nuova generazione di giovani italiani manca di competenze tecniche specifiche che servono alle professioni del trasporto, a vantaggio del capitale umano straniero che viene utilizzato dalle aziende del settore» ha spiegato Stefano Spennati di Confcommercio, senior advisor per le politiche dei trasporti a Bruxelles. Per questo Conftrasporto-Confcommercio punta su quuesto tipo di formazione: «Con questi service learning invitiamo gli studenti italiani a giocare d’anticipo nella capacità di “imparare ad imparare” e di “saper fare e saper innovare”».

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