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«Con le Conference mercato più stabile» / INTERVISTA

Genova - Il 25 aprile del 2020, mentre gli armatori staranno ancora valutando gli effetti dell’entrata in vigore, poco più di cento giorni prima, dei limiti Imo sulle emissioni di zolfo, un’altra incognita potrebbe arrivare a inquietare il settore delle compagnie portacontainer. Intervista a Luca Elio Spallarossa

Genova - Il 25 aprile del 2020, mentre gli armatori staranno ancora valutando gli effetti dell’entrata in vigore, poco più di cento giorni prima, dei limiti Imo sulle emissioni di zolfo, un’altra incognita potrebbe arrivare a inquietare il settore delle compagnie portacontainer. In passato, nel 2008, l’Unione aveva già terminato l’attività delle conference fra compagnie, come ricorda bene Luca Elio Spallarossa, oggi spedizioniere e nel board di Spediporto e Fedespedi, ma che negli anni 1990 fu chairman e direttore generale di Conference transatlantiche come Winac, Seusa e Seac, fino alla chiusura di quest’ultima nel 1997.

«La fine delle Conference nel 2008 - ricorda Spallarossa - portò allo stravolgimento del livello dei noli, che scesero notevolmente. Apparentemente fu un beneficio per la merce, ma se vediamo quello che è successo dopo ad Hanjin si capisce che un calo eccessivo dei noli va anche a scapito del servizio alla merce».

LEGGI L’INTERVISTA SULL’AVVISATORE MARITTIMO

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