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Ira a 5 Stelle su Onorato: «Ce lo ricordiamo alla Leopolda con Renzi...»

Roma - «Ci ricordiamo di Vincenzo Onorato alla Leopolda, quando nel 2015 davanti a Renzi e a tutto il Pd promise traghetti per l’isola a 14 euro. Una farsa che resta ben impressa nella memoria di tutti i sardi».

Roma - «La crescente arroganza di Onorato è direttamente proporzionale ai disservizi e ai disagi che sta arrecando ai sardi che tentano di spostarsi via mare da e per la nostra isola». Lo afferma il candidato del Movimento 5 Stelle alle suppletive per il collegio di Cagliari Luca Caschili, che risponde così all’attacco sferrato dall’armatore al governo. Secondo Caschili «è vergognoso speculare prendendo soldi dallo Stato e dalla Regione. È inaccettabile gestire un’attività in concessione pubblica, quindi ispirata a principi di utilità sociale e profittabilità moderata per i privati, come se si trattasse di mercato puro, bastonando i sardi e i turisti con tariffe altissime e una qualità del servizio in continuo peggioramento. Eppure ci ricordiamo di Vincenzo Onorato alla Leopolda, quando nel 2015 davanti a Renzi e a tutto il Pd promise traghetti per l’isola a 14 euro. Una farsa che resta ben impressa nella memoria di tutti i sardi». Per Caschili «questa classe di prenditori di Stato sta per andare a casa grazie al ministro Toninelli e a tutto il governo del cambiamento. Sono i colpi di coda di un mondo che non esiste più».

*** La vicenda ***

Non usa il salviniano «è finita la pacchia», ma ci siamo quasi. Da Cagliari, uno dei principali porti serviti da Tirrenia, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli attacca: «Siamo stanchi di questa situazione e porremmo fine al monopolio Tirrenia. Il servizio deve svolgere un’utilità sociale fondamentale, Tirrenia utilizza soldi pubblici e non può far schizzare così i prezzi, è inaccettabile, ci sarà un cambiamento tra pochi mesi».
La convenzione con lo Stato, firmata nel 2012, scadrà infatti il prossimo anno. Prevede un corrispettivo annuo di 72 milioni di euro per garantire tariffe agevolate ai residenti sardi. «I tecnici sono già al lavoro per una nuova gara, una nuova convenzione, e ci sarà attenzione anche alla continuità marittima delle merci, che favorirà il rilancio dell’economia sarda», ha annunciato Toninelli, che oggi a Cagliari ha avuto una serie di incontri sui temi dei trasporti nell’isola. «Perché lo Stato dà alla Tirrenia 72 milioni? Perché abbattesse i prezzi e permettesse ai cittadini sardi di poter tornare a casa o andare nella penisola con dei prezzi calmierati. Ebbene - è l’affondo del ministro - i prezzi non sono corrispondenti agli aiuti che sono stati dati e nessuno sinora è andato a chiedere mai nulla: dal Mef a chi mi ha preceduto, hanno lasciato un monopolio in mano a un privato, che poi se ne fregava altamente perché non c’era uno Stato a controllare. Adesso lo Stato è tornato e la convenzione che scadrà l’anno prossimo noi la riscriveremo».

La stoccata del titolare dei Trasporti non è piaciuta all’armatore di Tirrenia Vincenzo Onorato, la cui risposta non si è fatta attendere. «Quella del ministro Toninelli è una dichiarazione di chi non sa e non ha preso le informazioni, pura campagna e demagogia elettorale. Per quanto riguarda il monopolio, non sa che sulle linee per la Sardegna operano altre quattro compagnie: Grandi Navi Veloci, Sardinia Ferries, Grendi e Grimaldi. Le tariffe Tirrenia inoltre non sono stabilite da noi, ma dalla convenzione firmata con lo Stato, e spesso sono ben al di sotto dei limiti fissati dalla stessa. Al ministro Toninelli, alla cui impreparazione siamo abituati da tempo e sui temi più svariati, dico - perché è evidente che non lo sa - che per Onorato Armatori, di cui Tirrenia fa parte, lavorano 5.000 persone, tutte italiane e rappresentiamo di gran lunga la prima realtà nazionale in termini occupazionali nei traffici per le isole. Al ministro - conclude Onorato - consiglio inoltre di includere nei provvedimenti per il reddito di cittadinanza i 50mila marittimi italiani disoccupati a casa, grazie a politiche confermate dai suoi predecessori e che servono gli interessi della lobby degli armatori a cui anche il signor Toninelli sembra rispondere».

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