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Rinnovo Fedespedi, salta l’intesa. Confetra prova la mediazione

Genova - In pista anche Domenico De Crescenzo, ma il via libera al “lodo napoletano” è durato pochissimo. Si continua a trattare.

Genova - In un colpo solo avrebbero voluto far cadere le due candidature e far nascere la terza. Ma la strategia è stata efficace solamente per qualche ora, poi ognuno ha continuato ad andare per la propria strada, quasi a sfidare quei vertici delle associazioni che si sono riuniti mercoledì a Milano. C’erano i saggi a rappresentare gli spedizionieri e gli stati maggiori di Confetra: attorno al tavolo che sarebbe dovuto diventare quello della pace in vista dell’assemblea di Fedespedi di inizio febbraio, c’erano i generali della logistica. All’ordine del giorno soprattutto la grana della nuova presidenza dell’associazione. Come anticipato dal Secolo XIX/The MediTelegraph, in corsa ci sono - forse ancora - due donne: Silvia Moretto, manager e socia di D.B. Group, è il nome su cui ha puntato la Lombardia in alleanza con gli operatori del Nord Est. Ivana Cecconi, a capo della Spedimec, rappresenta invece i piemontesi che hanno raccolto il sostegno degli altri, quelli legati anche alla blue economy. Nella riunione è stato chiesto agli sponsor delle due candidature, un passo indietro, proprio per evitare spaccature. E nel corso della riunione, riferiscono due distinte fonti, sembrava che su questo punto si fosse raggiunto un accordo. Tanto che è stata proposta la terza via, quella che avrebbe dovuto evitare la conta all’interno dell’associazione. Dal cilindro è spuntato così il nome di Domenico De Crescenzo, spedizioniere doganalista di Napoli. La proposta pare piaccia molto ai vertici di Confetra, frutto della mediazione del direttore Ivano Russo. Il controllo di Fedespedi garantisce un peso rilevante nella partita per la successione a Nereo Marcucci, quest’anno in scadenza di mandato. Il via libera al “lodo-napoletano” è durato però pochissimo. Già nel tardo pomeriggio Confetra Nord Est, quasi sconfessando l’accordo verbale raggiunto a Milano, aveva inviato una nota in cui si ribadiva, come raccontato ieri, la scelta della candidatura di Silvia Moretto e si attaccava la passata gestione di Fedespedi. La rottura è peraltro arrivata da una delle territoriali di Confetra che ha dimostrato autonomia, ma che ha rimesso in discussione tutto. Il messaggio di Milano e del Nord Est è chiaro: nessun passo indietro. A questo punto ieri si sono irrigiditi anche gli altri, quelli che sostengono la Cecconi, tra cui piemontesi e liguri, ed è ripartito il muro contro il muro. Le chances di De Crescenzo, che pure vanta un curriculum associativo di tutto rispetto e ottimi rapporti in Confetra, rischiano di diventare nulle a meno di 24 ore dalla candidatura. Gli sherpa si trovano così di nuovo in prima linea e un vecchio spedizioniere spiega «che adesso per uscire dallo stallo, l’unica via è ripassare dai tavoli di Confetra, sperando di riuscire a firmare la pace» .

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