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Trieste, il “grande fratello” per controllare i tir

Genova - Lo scalo adriatico inaugura la smart road con 33 telecamere e diversi sensori per rilevare il peso dei tir. Stesi 27 chilometri di fibra ottica.

Genova - Ventiquattro telecamere per il rilevamento delle targhe e il riconoscimento dei veicoli, 33 telecamere «di contesto», sensori per rilevare il peso dei tir, il tutto connesso e oltre 27 chilometri di fibra ottica. Sono questi i dati caratteristici di «Smart Road», il progetto per il controllo sui mezzi pesanti tra l’interporto e il porto, frutto della collaborazione tra Anas (Gruppo FS Italiane) e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. I sensori e le telecamere, connessi a un apposito software, permetteranno di rilevare ingorghi e code, così come di evitare i controlli doganali per i camion già riconosciuti dal sistema. Un modo, spiega l’Autority, per velocizzare imbarchi e sbarchi, tagliando i tempi morti e l’«errore umano». Una quantità di dati da elaborare in tempo reale notevole, perché nella zona passano in media 700 veicoli al giorno. «Questo progetto è parte integrante della fase di espansione dei sistemi tecnologici portuali, per la prima volta in un’ottica di sistema portuale e non più di porto marittimo», ha commentato Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorithy. «La strada deve essere sempre più attrezzata tecnologicamente», commenta dal canto suo l’ad di Anas, Massimo Simonini che ricorda: «da anni lavoriamo al progetto smart road e smart mobility, utile non solo ad affrontare le sfide della mobilità del prossimo futuro, ma - come nel caso dell’accordo con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale - anche a rispondere ad esigenze di controllo rapido e efficiente del traffico e delle merci e di tempi di viaggio più veloci».

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