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Il Vaticano: «Salvaguardare i diritti dei marittimi»

Genova - Il Cardinale Turkson: «In base al contratto di lavoro, i marittimi sono obbligati a vivere, per mesi e mesi, nello spazio confinato di una nave, lontani dalle proprie famiglie e dai propri cari».

Genova - Il Vaticano, nel giorno in cui si celebra la Domenica del Mare, lancia un nuovo appello alle «Organizzazioni Internazionali, alle corrispondenti autorità governative e ai diversi soggetti della scena marittima, affinché compiano ulteriori sforzi per proteggere e salvaguardare i diritti di quanti lavorano in mare».

«In questo giorno, - scrive il cardinale Peter Appiah Turkson, prefetto del dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale in una lettera ai cappellani, ai volontari e ai sostenitori dell’Apostolato del Mare - i fedeli sono invitati a ricordare e a pregare per il milione e mezzo di marittimi che solcano gli oceani e i mari trasportando circa il 90% delle merci da un Paese all’altro. Per alcune persone, la vita dei marittimi può sembrare attraente ed interessante poiché durante la navigazione essi visitano numerosi Paesi; in realtà la vita di un marittimo è piena di sfide e difficoltà. In base al contratto di lavoro, i marittimi sono obbligati a vivere, per mesi e mesi, nello spazio confinato di una nave, lontani dalle proprie famiglie e dai propri cari. Spesso ricevono i loro salari in ritardo e, almeno in un caso, le legislazioni nazionali impediscono loro di ricevere denaro contante mentre sono a bordo, lasciandoli così senza risorse economiche per tutta la durata del contratto».

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