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Monti (Palermo): «Assoporti è ormai un soggetto fantasma»

Genova - Dopo l’articolo del MediTelegraph sul conflitto tra porti e capitanerie, il numero uno dello scalo siciliano entra nel dibattito : «Questa riforma ha messo a nudo l’inutilità dell’associazione».

Genova - Assoporti: o si cambia marcia o si chiude. Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, si è dimesso da tempo dall’associazione di rappresentanza delle Autorità di Sistema Portuale italiane. «Ma proprio da un punto di osservazione esterno – afferma Monti – non posso non registrare con rammarico e con tristezza come le motivazioni che mi avevano spinto a lasciare Assoporti, siano ora evidenti per tutti» scrive il presidente.

«L’aver inserito la riforma portuale – afferma il presidente dell’Autorità siciliana – all’interno della riforma della pubblica amministrazione, non solo ha dimostrato e sta dimostrando tutta la sua inefficacia, ma ha anche messo a nudo drammaticamente l’inutilità di un soggetto associativo, quale è Assoporti, che in passato rappresentava un valido interlocutore per le Istituzioni e per il mondo dello shipping, ed oggi costituisce un soggetto fantasma in un settore che avrebbe bisogno di ben altri strumenti e ben altri ruoli per rilanciarsi».

«Ho più volte evidenziato come il presidente di un porto sia un manager chiamato a gestire una delle più importanti industrie del Paese, ed abbia bisogno degli strumenti necessari ad affrontare un mercato che ha tempi incompatibili con quelli della pubblica amministrazione e della burocrazia che ne deriva».

«La necessità oggi è quella più che mai di rafforzare la direzione generale dei porti al Mit, liberare i presidenti da quel “cappio” costituito da inutili norme che ne frenano l’azione, rallentando lo sviluppo economico e finanziario delle aree portuali e rafforzare il ruolo dell’autorità marittima nella gestione della sicurezza nell’ambito della navigazione evitando inutili sovrapposizioni di competenza che spesso finiscono per indebolire entrambe le parti o per colpire la più debole».

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