SERVICES

Onorato: «Rispettati sempre tutti gli impegni, il nostro è un piano di crescita»

Genova - Parla l’ad del gruppo che controlla Moby e Tirrenia: «Confermiamo di tutti gli impegni assunti con la comunità finanziaria internazionale, con gli investitori, e sul piano operativo con il rispetto di tutti i tempi di sviluppo delle nostre attività».

Genova - Parla di «calunnie», di una «ossessiva campagna diffamatoria più volte denunciata all’autorità giudiziaria». E di fronte alla richiesta di accesso alle procedure concorsuali da parte di alcuni fondi di investimento (richiesta che, in linea teorica, potrebbe portare al congelamento di recenti scelte aziendali), Achille Onorato, ceo del gruppo Moby (che “in pancia” ha un bond da 300 milioni con scadenza 2023), reagisce depositando in Procura una denuncia penale. La scelta dei fondi, secondo quanto ricostruito, sarebbe maturata dopo la decisione di Moby di cedere due traghetti, in cambio di due unità più datate al gruppo Dfds.

I dati semestrali non sono bastati a placare la preoccupazione degli investitori? «Evidentemente no. Ma noi alla calunnia rispondiamo con i fatti. Con i dati di un bilancio che ha registrato un balzo nell’ebitda da meno 8,8 milioni a più 47,8 milioni. Con una crescita dell’8,7% nei ricavi, con incrementi nei passeggeri superiori al 3% in Mediterraneo e del 4% nel Baltico. Rispondiamo anche con la conferma di tutti gli impegni assunti con la comunità finanziaria internazionale, con gli investitori, e sul piano operativo con il rispetto di tutti i tempi di sviluppo delle nostre attività».

Nei giorni scorsi avete annunciato uno scambio di traghetti con la compagnia Dfds. Una scelta che, se da un lato produrrà effetti positivi sul bilancio, dall’altra è stata accolta con apprensione e malumore da alcuni analisti.

«Crediamo che queste apprensioni siano state alimentate. Partiamo dal presupposto che il nostro gruppo ha sempre rispettato tutti gli impegni, pienamente valorizzato gli asset e soddisfatto i creditori. Questa è la nostra storia. Per rispondere alla domanda: Moby ha una flotta importante e può permettersi operazioni di compravendita senza intaccare la qualità dei servizi, la redditività e il conto economico. Lavoriamo con un orizzonte temporale di 10 anni, seguiamo un piano interno che prevede dismissioni e immissioni in flotta, con il solo obiettivo di migliorare la redditività della compagnia. Tutto sta procedendo in linea con quel piano. Vorrei anche ricordare per noi il 2018 è stato un anno molto impegnativo. Abbiamo investito in nuove navi e nuove rotte e, soprattutto, nel settore Autostrade del mare abbiamo creato una seria alternativa sulla direttrice Nord-Sud. Tutto questo ha comportato forti investimenti sia in start up, sia nel consolidamento delle nostre posizioni. Sul fronte delle start up, che nel 2018 erano state molto penalizzanti, oggi iniziamo a raccogliere i frutti. E devo dire che siamo molto soddisfatti, perché la strada scelta si sta rivelando giusta».

C’era molta preoccupazione per gli effetti potenziali del crollo del Morandi. Genova, invece, ha retto.

«All’inizio c’era davvero molta paura. Molti clienti stranieri, per esempio, per timore di non riuscire a raggiungere la città preferivano rivolgersi ad altri scali. Da parte nostra, abbiamo contattato i passeggeri uno ad uno per spiegare che Genova, oltre ad essere una bellissima città, era anche facilmente raggiungibile. Devo dire che il grande lavoro fatto dalla Regione guidata da Giovanni Toti e dal Sindaco Marco Bucci ha agevolato molto il nostro lavoro».

Come procede il vostro programma di commesse in Cina?

«Benissimo, non ci sono intoppi, a breve eserciteremo anche le opzioni. Il cantiere ci consegnerà i traghetti più grandi al mondo, con una capacità di carico doppia rispetto alle navi attuali. E’ un investimento innovativo, sia in termini di tecnologia che di tutela dell’ambiente».

Il vostro piano prevede l’ingresso in nuovi mercati?

«Prima vogliamo consolidarci dove siamo arrivati, e abbiamo ancora molto da fare. Ad esempio, vogliamo continuare a sostenere il mondo dell’autotrasporto. Ma non dimentichiamo che abbiamo esordito nel settore crociere nel Baltico, con una linea che è cresciuta del 4% e che ha la grande responsabilità di portare il made in Italy in Russia e Nord Europa: anche in questo caso l’obiettivo è il consolidamento».

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››