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Federagenti: «No alla chiusura delle Bocche di Bonifacio»

Genova - L’associazione nazionale degli agenti marittimi: «Necessario l’obbligo di pilotaggio» per tutte le navi che attraversano questo braccio di mare.

Genova - Siamo contrari a misure radicali di totale interdizione della navigazione e quindi all’obbligo di circumnavigazione delle isole, quando esiste la possibilità di una navigazione sicura, sorvegliata e tutelata anche attraverso un intervento pubblico». Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, la federazione degli agenti marittimi italiani, interviene dopo l’incidente del Rhodanus, il cargo carico di acciaio che si è incagliato sugli scogli nelle Bocche di Bonifacio per dire no alla chiusura dell’area alle navi, come si sta ventilando, ma ricorda anche «Ci hanno definiti Cassandre perché da almeno 5 anni avevamo fatto scattare l’allarme sul rischio Bocche di Bonifacio». «È una magra consolazione affermare oggi l’avevamo detto - aggiunge - e poco giova che siano state inserite dall’International Maritime Organisation (Imo) nella lista dei 20 siti nel mondo che necessiterebbero per il loro valore ambientale di una particolare protezione: si perpetua il paradosso per cui le navi battenti bandiera italiana e francese non transitano attraverso le Bocche che sono e restano invece aperte indiscriminatamente e senza controllo a qualsiasi tipo di nave e di carico battenti altre bandiere». Le soluzioni possibili le elenca il presidente degli Agenti marittimi della Sardegna, Giancarlo Acciaro. La prima è «l’obbligo di pilotaggio» per tutte le navi che attraversino questo braccio di mare. Poi «un controllo preventivo e qualitativo su navi e carichi» e ancora «un sistema di pronto intervento h24 basato anche sulla disponibilità in zona di un rimorchiatore abilitato alle operazioni anti-inquinamento».

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