SERVICES

Le Maire: «Offriamo a Fincantieri la guida di Saint-Nazaire»

Parigi - «Di fronte alle difficoltà di questi giorni, Francia e Italia possono trovare una via di uscita alta, costruendo una grande impresa industriale europea in ambito navale, con un aspetto civile e uno militare».

Parigi - «Di fronte alle difficoltà di questi giorni, Francia e Italia possono trovare una via di uscita alta, costruendo una grande impresa industriale europea in ambito navale, con un aspetto civile e uno militare». Lo afferma al Corriere della Sera il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, che al quotidiano di via Solferino illustra la sua proposta all’Italia alla vigilia del viaggio oggi a Roma per incontrare il collega Pier Carlo Padoan e il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda: un accordo che veda i due Paesi condividere i cantieri di Saint-Nazaire, 50 per cento ciascuno, affidandone la guida in modo chiaro a Fincantieri. «Nella nostra proposta - spiega il ministro francese - il presidente del consiglio di amministrazione, designato da Fincantieri, dispone di una voce preponderante in caso di uguaglianza. Fincantieri è dunque chiaramente alla guida dei cantieri navali».

Le Maire dice di andare a Roma con uno stato d’animo molto costruttivo. «Vogliamo lavorare mano nella mano con l’Italia, sia in campo industriale sia sull’unione politica e monetaria. È una scelta politica importante, che abbiamo fatto con il presidente Emmanuel Macron e il premier Èdouard Philippe». «Assieme a Florence Parly, ministra delle Forze armate - continua -, abbiamo lavorato a una proposta che permetta di uscire al meglio dalla situazione attuale: costruire una grande alleanza industriale europea franco-italiana in campo navale. Questo progetto avrebbe un aspetto civile, con i cantieri dell’Atlantico, e un aspetto militare guidato dalla ministra, sulle navi di superficie. Se nelle prossime settimane saremo capaci di costruire questo grande gruppo industriale franco-italiano, avremo fatto un grande passo avanti per la Francia, l’Italia e l’Europa». «È importante tuttavia - sottolinea il ministro - che i nostri partner italiani comprendano le nostre preoccupazioni. Nessuna della nostre decisioni è rivolta contro l’Italia, sono motivate da preoccupazioni legittime su due punti. Il primo è l’occupazione», «la seconda preoccupazione riguarda le tecnologie di punta. Oggi non abbiamo sufficienti garanzie sul rischio di trasferimento di queste tecnologie verso la Cina (dove Fincantieri ha importanti interessi, ndr), che segnerebbe la fine dei cantieri di Saint Nazaire. Vogliamo semplicemente maggiori garanzie su questi due punti».

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››