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Bisagno: «Con “NeoClassica” Genova ha perso un’occasione»

Genova - «Decide l’armatore. E Costa Crociere, visto lo sciopero dei lavoratori, non ha più avuto fiducia nel porto di Genova e ha scelto di trasferire la nave a Marsiglia». Marco Bisagno, presidente di Gin - Genova Industrie Navali - giustifica così lo spostamento di “Costa NeoClassica”.

Genova - «Decide l’armatore. E Costa Crociere, visto lo sciopero dei lavoratori, non ha più avuto fiducia nel porto di Genova e ha scelto di trasferire la nave a Marsiglia». Marco Bisagno, presidente di Gin - Genova Industrie Navali - giustifica così lo spostamento di “Costa NeoClassica” dalla zona delle riparazioni navali del capoluogo ligure ai bacini di carenaggio della città francese. Una scelta che ha provocato non pochi malumori in città. Nel sindacato, ma non solo.

La nave - che avrebbe dovuto effettuare alcuni lavori di refit negli spazi gestiti dalla società Ente Bacini - giovedì scorso ha ripreso il mare diretta allo stabilimento Chantier Naval de Marseille - gestititi sempre da Gin - dove verranno riprogrammate le operazioni di manutenzione straordinaria precedentemente previste a Genova e commissionate a San Giorgio del Porto, società del gruppo che fa capo agli imprenditori Bisagno e Ferdinando Garrè. L’unità, tuttavia, ha lasciato il porto ligure dopo che l’agitazione dei dipendenti delle riparazioni navali - otto ore di sciopero - era terminata e l’attività era regolarmente ripresa dopo che, da parte dell’Authority di Genova e Savona, i lavoratori avevano ottenuto la garanzia dell’inserimento della clausola sociale in vista del bando di gara per la privatizzazione della società.

Il giallo della nave a Genova
Secondo la stampa francese, come riportato lo scorso 26 settembre fra gli altri da La Provence e Mer et Marine, i lavori di refit della nave si sarebbero dovuti effettuare fin dal principio a Marsiglia, in quei bacini di carenaggio gestiti dal gruppo genovese ma dove la stessa Costa ha una quota di minoranza del 33,3%. Bisagno conferma al Secolo XIX/The MediTelegraph che «effettivamente c’era l’intenzione di effettuare alcuni lavori a Marsiglia, prima della vendita della nave. In un secondo momento abbiamo convinto Costa Crociere a portare la nave a Genova, sicuri che per la città fosse un’occasione di lavoro molto importante. Purtroppo - aggiunge - siamo rimasti fortemente delusi, nonostante da settimane avessimo avvisato i sindacati e i lavoratori delle riparazioni navali di quanto fosse importante per il porto questa commessa, chiedendo di evitare ogni forma di protesta durante la permanenza in bacino della nave».

La versione di Costa Crociere
Per Costa Crociere, la nave avrebbe dovuto fermarsi a Genova e solo in un secondo momento - visto lo sciopero dei lavoratori, circa trenta - è stata trasferita a Marsiglia. La compagnia, contattata dal Secolo XIX/The MediTelegraph, ha fatto sapere che quanto riportato dalla stampa francese non corrisponde al vero, tanto che «alcuni media hanno provveduto a rettificare la notizia». Si sarebbe trattato di un equivoco sul nome della nave: la “NeoClassica” sarebbe stata confusa con la “Pacifica”, effettivamente attesa a Marsiglia a fine novembre.

La replica dei sindacati
«Abbiamo lavorato fino all’ultimo perchè la nave restasse a Genova e quando “Costa neoClassica” ha lasciato il porto sia l’agitazione che lo sciopero dei lavoratori erano terminati visto l’accordo con l’Authority sul bando per la privatizzazione di Ente Bacini. Nessuno può dare ai lavoratori colpe che non hanno», dicono i sindacati (Ascheri e Poggi della Cgil, Torzetti della Cisl e Gulli della Uil).

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