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Fincantieri, così è morto l’operaio che stava lavorando sulla nave Virgin

Genova - «Abbiamo sentito un boato, credevamo fosse un pezzo di ferro. A quell’ora di solito non c’è più nessuno sui ponti alti...». Tra gli aspetti da chiarire di questa ennesima tragedia sul lavoro, c’è sicuramente quello dell’orario.

Genova - «Abbiamo sentito un boato, credevamo fosse un pezzo di ferro. A quell’ora di solito non c’è più nessuno sui ponti alti...». Tra gli aspetti da chiarire di questa ennesima tragedia sul lavoro, c’è sicuramente quello dell’orario. Perché Salvatore Lombardo, l’operaio di 43 anni che ieri, poco prima delle 19, ha perso la vita precipitando dal quattordicesimo ponte di una nave Virgin in costruzione nei cantieri Fincantieri di Sestri, alle sette di sera era ancora sul posto di lavoro? L’uomo, capo carpentiere, stava lavorando ai vani ascensori della nave a venti metri d’altezza, al centro dello scafo. Il tronco centrale. A poca distanza da lui, impegnati in altri lavori, c’erano i due fratelli. All’improvviso, per cause che adesso sarà l’autorità giudiziara a stabilire, Lombardo ha perso l’equilibrio ed è precipitato nel vuoto.

Un volo di quasi venti metri, dal quattordicesimo ponte della nave in costruzione fino alla base del quarto. «Non potevamo immaginare che si trattasse di un collega - raccontano, ancora sgomenti, alcuni operai davanti all’ingresso della Fincantieri - Abbiamo sentito il boato e pensavamo fossero attrezzature cadute. Invece, steso a terra, abbiamo visto Salvatore e abbiamo chiamato i soccorsi».

All’arrivo del medico del 118 e dei volontari, per Salvatore Lombardo non c’era più nulla che si potesse fare. «Non è possibile assistere inerti a questo bollettino di guerra», tuona via Twitter la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. «Troppo spesso questo Paese si dimentica che di lavoro si muore», è invece la reazione di Bruno Manganaro, segretario Fiom genovese.Tutto il resto è l’inizio di un’indagine che dovrà chiarire cosa sia capitato al quattordicesimo piano di quella nave. L’intera unità in lavorazione è stata sequestrata, così anche l’attrezzatura utilizzata da Lombardo e dai suoi fratelli. Salvatore Lombardo, originario di Vibo Valentia, sposato e papà di due bimbi, lavorava in Fincantieri a Genova da una vita. Capo carpentiere della ditta Ottaviani, ogni giorno prendeva posto in cantiere insieme ai fratelli, Giuseppe e Roberto. «Era un ottimo operaio, specializzato e affidabile - racconta chi l’ha conosciuto - Aveva iniziato come saldatore, poi era stato capo molatura (levigava materiali) e infine era passato in carpenteria. Aveva avuto, anni fa, anche una ditta di sua proprietà, sempre impegnata all’interno dei cantieri navali. E mentre la salma dell’operaio viene trasferita all’obitorio dell’ospedale San Martino, all’interno di Fincantieri esplode la rabbia per la seconda volta in poco più di un mese. «A maggio un giovane operaio dei cantieri di Monfalcone è rimasto investito da un carico in manovra», dicono gli operai. «Oggi invece, la tragedia, ci tocca da vicini». Davanti all’ingresso dei cantieri, in via Soliman, si radunano a poco a poco decine di colleghi di Lombardo. «L’ho incontrato questa mattina alle 8.30 (ieri, ndr) - racconta uno di loro - Perché era ancora lì alle sette di sera?».

«Muoiono due persone al giorno sul posto di lavoro - sottolinea Giulio Troccoli, della Fiom Cgil, uno dei primi ad accorrere in cantiere dopo l’incidente - Vuol dire che qualcosa non va. Le aziende devono prestare più attenzione alla sicurezza, non solo ai profitti. Ci vuole anche più coordinamento tra Fincantieri e le varie ditte esterne. Perché Salvatore, che era entrato in cantiere la mattina, era ancora impegnato nelle saldature alle 19?». Aspetti, come la dinamica dell’incidente nel quale l’operaio ha perso la vita, che gli inquirenti dovranno chiarire. Mentre Fincantieri, oggi, si fermerà in sciopero per tutta la giornata. Una decisione presa dalle segreterie di Cgil, Cisl e Uil.

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