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«La mia Inghilterra rovinata dalla Brexit» / COLLOQUIO e GALLERY

Genova - Nel giorno in cui la sterlina ha toccato il livello più basso della sua recente storia, 1,169 euro e 1,304 dollari, il tasso di cambio peggiore per il Regno Unito degli ultimi nove anni, il più celebre ed estroverso degli imprenditori d’Inghilterra arriva in Italia in viaggio d’affari.

Genova - Nel giorno in cui la sterlina ha toccato il livello più basso della sua recente storia, 1,169 euro e 1,304 dollari, il tasso di cambio peggiore per il Regno Unito degli ultimi nove anni e un brutto segnale per il futuro dell’economia britannica, il più celebre ed estroverso degli imprenditori d’Inghilterra arriva in Italia in viaggio d’affari.

In visita allo stabilimento genovese di Fincantieri che sta costruendo le prime due navi da crociera del suo gruppo, Sir Richard Branson coglie l’occasione per ribadire il suo pensiero sulla Brexit: «Un errore tremendo». L’uscita di Londra dall’Unione europea «sta già condizionando la vita dei miei connazionali, in peggio, e la cosa mi intristisce». L’avversione di Branson per l’isolamento della sua madrepatria è facile da comprendere.

Fin dal suo esordio nel 1970, a soli 20 anni, con un’attività di vendita per corrispondenza di dischi in vinile, 33 e 45 giri, non si è mai accontentato del mercato nazionale e ha cercato sbocchi commerciali al di là e al di qua dell’Atlantico; oggi il suo impero è un conglomerato che include un po’ di tutto, dalla telefonia mobile agli alberghi passando per le compagnie aeree: «Gli effetti della Brexit sul potere d’acquisto si vedono già, purtroppo», commenta con sconforto.

A fine aprile l’Office for National Statistics registrava una crescita debolissima del prodotto interno lordo inglese nel primo quadrimestre del 2018, appena lo 0,1%, il risultato più magro in quasi sei anni: «Avevamo la crescita più forte d’Europa, adesso la realtà si è capovolta». L’aviazione è uno dei settori più esposti. Una “hard Brexit”, ovvero l’abbandono da parte di Londra dell’Unione europea e di tutti i trattati che portano la firma dell’Ue, significa la sua uscita dallo Spazio aereo comune europeo.

I più pessimisti, come il fondatore e amministratore delegato di Ryanair, l’irlandese Michael O’Leary, prevedono addirittura uno stop ai voli diretti da e verso il continente. Branson ieri ha preferito parlare d’altro e concentrarsi sul motivo della sua visita in Italia, le crociere: «Il nostro mercato è il mondo ed è lì che ci aspetta», dice fiducioso al termine della cerimonia per l’avvio dei lavori della seconda nave che Fincantieri costruirà per il suo gruppo.

Sono in tutto, per ora, tre navi gemelle da 110 mila tonnellate di stazza, 1.100 marittimi, 2.860 passeggeri, e saranno riservate a un pubblico adulto, dai 18 anni su, con un’offerta di palestre, discoteche, centri benessere e altri lussi. La prima sarà consegnata nel 2020 e si chiamerà “Scarlet Lady”: «Era il nome che quasi 35 anni fa avevamo scelto per il primo aereo di Virgin Atlantic Airways, che fu la prima compagnia privata a competere con British Airways». Le crociere sono una delle ultime scommesse di Branson.

La sua compagnia Virgin Voyages, partecipata al 50% da Bain Capital, sta già raccogliendo le prenotazioni per il primo viaggio nei Caraibi, estate 2020, con caparre da 500 dollari. A battezzare ieri la nuova nave, oltre a Branson c’era Tom McAlpin, l’amministratore delegato di Virgin Voyages: «Le nostre crociere saranno molto diverse, molto specializzate. Sarà un’esperienza cucita su misura addosso ad ognuno dei nostri passeggeri», dice McAlpin. Il nome “Scarlet Lady”, con la sua origine aeronautica, vuole essere di ottimo auspicio. Negli anni Novanta la compagnia aerea di bandiera British Airways intraprese una dura guerra commerciale con la sua nuova rivale Virgin Atlantic.

Al culmine di quello scontro, ha ricordato ieri Branson, «l’amministratore delegato di British Airways mandò un chiaro messaggio ai suoi dipendenti: qualunque cosa faccia Virgin, diceva quel messaggio, copiatelo. La concorrenza fa sempre bene, e credo che lo stesso avverrà nelle crociere». Anche se il mondo non è lo stesso degli anni Novanta, e lo scontro a colpi di dazi tra Stati Uniti e Cina, in corso oggi, è destinato a rallentare la crescita dell’economia: «Ma siamo convinti - dice McAlpin - che la politica dei dazi avrà vita breve».

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