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Tra Msc Crociere e Fincantieri un patto che vale 5,5 miliardi di euro / ANALISI

Trieste - Nuovi piani di espansione sia per Fincantieri che per Msc Crociere: questo è quanto è emerso a margine della cerimonia di taglio della prima lamiera di Msc Seashore che si è svolta oggi a Monfalcone.

Trieste - Nuovi piani di espansione sia per Fincantieri che per Msc Crociere: questo è quanto è emerso a margine della cerimonia di taglio della prima lamiera di Msc Seashore che si è svolta oggi a Monfalcone.

Ma andiamo per ordine: prima di tutto con la nuova nave il cui iter produttivo è iniziato oggi nell’officina navale del cantiere isontino: quasi 170.000 t.s.l., 339 metri di lunghezza fuori tutto, 2.270 cabine per 5.632 passeggeri a cui vanno aggiunti 1.648 membri d’equipaggio. Questi sono i numeri impressionanti di questo nuovo gigante che sarà pronto nella primavera del 2021; sarà la nave più grande mai realizzata in Italia, evoluzione del fortunato prototipo Msc Seaside che supererà di oltre 15.000 tonnellate di stazza lorda. Una commessa del valore di quasi un miliardo a cui va aggiunta una ripetuta. L’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono ha ricordato un episodio significativo riguardo la genesi di quest’ordine, visto che Msc aveva un’opzione per una terza unità a prezzo prefissato della classe “Seaside”.

Fincantieri ha proposto un progetto ingrandito della nave che la compagnia di Aponte ha apprezzato molto decidendo di sostituire l’opzione con un nuovo ordine a prezzo maggiorato (si parla di circa 200 milioni di euro), non per una ma per due navi. Il “mostruoso” carico di lavoro acquisito da Fincantieri apre nuovi scenari d’espansione per la corazzata cantieristica italiana: sempre Bono ha confermato l’interesse ad entrare nel capitale del gruppo croato Uljanik (in gravi difficoltà finanziarie), non da soli ma insieme ad un partner commerciale di vecchia data come il cantiere Brodosplit di Spalato. «Se c’è questa possibilità la faremo. Abbiamo bisogno di spazi, di lavoro in più, altrimenti non potremmo fare tutto quello che abbiamo da fare. Lo stabilimento di Monfalcone sta scoppiando, nonostante molto lavoro venga svolto nei nostri cantieri romeni. Dobbiamo fare la parte più importante di lavoro nei cantieri italiani, il resto lo possiamo fare anche all’estero».

Così dopo il progetto di acquisizione di Stx France, oggi Chantiers de l’Atlantique (ancora in attesa di ricevere l’avallo delle agenzie antitrust europee), verrebbe messo un altro mattone nella globalizzazione di Fincantieri. Ma l’Italia resterà sempre il cuore dell’azienda, non dimenticando le problematiche dei territori in cui si trovano i siti produttivi del gruppo. Bono quindi è ritornato ancora sul progetto con Salini Impregilo per la ricostruzione del ponte Morandi a Genova: «Lo facciamo con orgoglio e se saremo scelti ce la metteremo tutta».

Msc Crociere ha invece annunciato l’acquisizione di una partecipazione in Trieste Terminal Passeggeri, come già aveva anticipato Il Secolo XIX in occasione dell’Italian Cruise Day. L’Executive Chairman Pierfrancesco Vago ha inoltre comunicato che a partire dalla stagione 2020 una nave della compagnia italo-svizzera farà regolare tappa a Trieste in regime di home port. Si tratta di un importante passo nel rafforzamento dei legami con il territorio giuliano di Msc che già era presente in forze nel settore container.

La cerimonia di Monfalcone è stata la celebrazione dell’importanza della blue economy per il nostro Paese, visto che la duratura collaborazione tra Msx e Fincantieri ha portato in dote 8 navi da crociera di cui 2 già in servizio per un valore complessivo di 5,5 miliardi di euro, pari ad una ricaduta economica complessiva di 14 miliardi. In questo pacchetto vanno inserite anche le innovative navi “yacht club” recentemente ordinate che saranno un nuovo step di evoluzione del marchio Msc.

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