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Intesa a Palermo per il polo cantieristico

Palermo - Un polo cantieristico Mediterraneo. Fincantieri e Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale hanno firmato un protocollo d’intesa per il rilancio del polo della cantieristica navale nel porto di Palermo

Palermo - Un polo cantieristico Mediterraneo. Fincantieri e Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale hanno firmato un protocollo d’intesa per il rilancio del polo della cantieristica navale nel porto di Palermo. Obiettivo condiviso, affermano le parti, «è consentire al sito siciliano di affermarsi come uno dei più importanti del Mediterraneo». L’accordo, che punta a «rivoluzionare» l’assetto, anche infrastrutturale oltre che operativo, dell’intero bacino portuale di Palermo, prevede la concentrazione di tutta l’attività cantieristica industriale, attraverso la realizzazione di diverse opere infrastrutturali, fra cui spicca il completamento del bacino di carenaggio da 150 mila tonnellate di portata lorda e la realizzazione di una banchina di 300 metri di lunghezza nell’area nord del porto (Acquasanta). Riparazioni, refitting, trasformazioni navali e anche costruzioni. L’Autorità portuale e Fincantieri si impegnano a trasformare questa intesa in accordo di programma quadro da sottoscrivere alla presidenza del Consiglio dei ministri: «Il nostro obiettivo - afferma Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale - è quello di ridare a Palermo un ruolo di primo piano nel mercato cantieristico mondiale, creando un polo in grado di generare occupazione di qualità e di dare ai giovani della Sicilia una prospettiva per il futuro di cui essere consci e orgogliosi». Da parte sua, Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, auspica che con questa intesa e con il successivo accordo di programma «si possa finalmente pervenire alla soluzione dei problemi infrastrutturali del cantiere di Palermo, assicurando quindi il suo sviluppo, che in questo momento sarebbe oltremodo facilitato dal notevole carico di lavoro dell’azienda».

Potrebbe dunque sbloccarsi in pochi mesi la vicenda della realizzazione del bacino di carenaggio da 150 mila tonnellate: è proprio questo uno degli esiti della riunione sul futuro di Fincantieri Palermo, alla quale hanno preso parte oggi i sindacati, Fim Fiom e Uilm e l’Autorità portuale. «Questo protocollo - spiegano Antonio Nobile segretario provinciale Fim Cisl Palermo Trapani e Nino Clemente responsabile della cantieristica navale della Fim - entro il mese di marzo, ed è questo l’impegno assunto da Fincantieri al tavolo, sarà trasformato in un accordo di programma per la realizzazione del bacino di carenaggio da 150 mila tonnellate e che dovrà essere sottoposto alla firma della Presidenza del Consiglio di ministri».

Intanto, per i prossimi tre anni sono confermati investimenti e carichi con le commesse già acquisite che daranno lavoro e tutti gli operai del cantiere e dell’indotto, con un 1,3 milioni di ore per quest’anno, un 1,2 milioni per il prossimo e un milione per il 2021: «All’incontro di oggi - commenta Enzo Comella, segretario della Uilm Palermo - abbiamo chiesto futuro e garanzie per il cantiere navale di Palermo attraverso un vero piano industriale. L’Autorità di sistema portuale del mare della Sicilia occidentale ci ha informato sullo stato di avanzamento degli investimenti previsti, partendo dalla dismissione di alcune aree per migliorare la logistica del cantiere, mentre Fincantieri ha promesso un’accelerazione per quanto riguarda la definizione del bacino in muratura da 150 mila tonnellate, fermo da più di 30 anni». Adesso, conclude, «chiediamo di conoscere i dettagli del protocollo firmato lo scorso 28 dicembre da Fincantieri e Autorità portuale. Alla chiediamo Regione risposte sui due bacini. Palermo deve tornare a costruire navi, servono risposte chiare».

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