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Fincantieri-Naval, a Quarto la nuova sede / IL RETROSCENA

Genova - L’edificio sembra perfetto per assolvere al proprio compito. Facciata imponente ed estetica del luogo hanno spinto a considerare quella struttura come ideale per rappresentare la sede della nuova joint venture tra Fincantieri e Naval Group

Genova - L’edificio, con il viale in salita che culmina sullo scalone d’ingresso e poi ridiscende verso gli archi dell’entrata carrabile, sembra perfetto per assolvere al proprio compito. La facciata centrale imponente e l’estetica del luogo hanno spinto a considerare quella strutta come ideale per rappresentare la sede della nuova joint venture tra Fincantieri e Naval Group.

L’unione tra i due gruppi ha dato vita pochi giorni fa, al polo europeo della difesa: Parigi e Roma intensificano i rapporti per la costruzione di navi da guerra e come anticipato dal Secolo XIX-the MediTelegraph, hanno deciso di spartirsi la governance, ma anche le sedi. La Francia si prende la parte di ricerca e sviluppo, con il centro a Ollioules. L’Italia ha scelto Genova per la parte amministrativa, commerciale e di rappresentanza. “Poseidon”, il probabile nome della joint venture, potrebbe trovare casa in uno degli edifici dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto. Il dossier, che è sul tavolo del Comune di Genova, ha subìto un’accelerata nelle ultime ore, proprio in concomitanza con la firma di venerdì scorso tra Giuseppe Bono, numero uno di Fincantieri e Hervè Guillou, l’uomo alla guida di Naval Group. Il complesso di Quarto è nel portafoglio immobiliare di Cassa Depositi e Prestiti che è anche azionista del cantiere navale. Le trattative sarebbero ancora in corso, ma l’ipotesi avrebbe già passato la prima fase di studio e sarebbe arrivata ad uno stadio più concreto.

Sulla modalità dello sbarco a Quarto della sede internazionale, le trattativa sarebbero però ancora in corso: in fondo la differenza tra acquisito e affitto da parte della joint venture, non verrebbe ritenuta così rilevante. A Cdp interessa valorizzare quel complesso e con un affitto potrebbe persino ottenere un doppio vantaggio: da un lato il recupero di una porzione consistente e prestigiosa dell’area, dall’altra ottenere entrate costanti da una società di cui è azionista. Il dossier dovrebbe essere alle fasi finali, ma la finalizzazione del contratto ancora non c’è, anche se a Tursi sono fiduciosi. Per gli enormi spazi dell’ex ospedale psichiatrico si tratterebbe dell’inizio di una rinascita attesa da tempo.

Il gruppo guidato da Fabrizio Palermo ha già messo a disposizione diversi alloggi in quella zona, per i residenti della zona rossa che prima vivevano sotto il Ponte Morandi e che dopo il crollo sono stati evacuati dalle proprie abitazioni. Con gli uffici della nuova società italo francese, potrebbe finalmente ripartire il progetto di rivalutazione di tutta l’area.

NUOVE COMMESSE A SESTRI
Intanto Fincantieri è pronta ad accogliere nuove commesse per grandi navi: «Genova oggi può costruire unità sino a 110 mila tonnellate di stazza lorda, noi dobbiamo arrivare 140 mila - ha spiegato Alberto Maestrini, direttore generale del gruppo navalmeccanico a margine del convegno organizzato da Fondazione Sorella Natura - Si tratta di nuovi ordini: il mercato sta andando bene e Genova ha un’opportunità che non deve mancare». Ma «abbiamo bisogno del bacino, abbiamo bisogno degli spazi» ha spiegato Maestrini alludendo al ribaltamento a mare di Sestri Ponente: «Abbiamo presentato un progetto per dire che possiamo portare navi più grandi a Genova, stiamo dicendo che non possiamo aspettare tempi infiniti. Poi sta alla comunità decidere se Fincantieri è un buon investimento o meno. Noi ci crediamo e pensiamo di poter pensare tanto lavoro in questa città».

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