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Dall’Antitrust uno “sconto” agli spedizionieri

Genova - A partire dal 2015 dazi doganali, Iva e costi di trasporto via dal contributo annuale. Risparmi fino a 300 mila euro. Lazzeri (Fedespedi): «Ne beneficeranno le più grandi aziende a livello nazionale».

Genova - Le società italiane di spedizione possono tirare un sospiro di sollievo perchè d’ora in avanti avranno la possibilità di risparmiare fino a 300 mila euro l’anno. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha infatti stabilito che, a partire dal 2015, nel conteggio della tassa annuale comunemente chiamata “contributo Antitrust” saranno escluse le voci dei dazi doganali, dell’Iva e dei costi di trasporto anticipati da e per conto del cliente. L’imposta, che può raggiungere appunto un tetto massimo di 300 mila euro l’anno, riguarda tutte le aziende nazionali che hanno un fatturato superiore ai 50 milioni, cifra all’interno della quale, prima d’ora, venivano conteggiati anche tasse doganali e spese di trasporto. «Una situazione paradossale - spiega Piero Lazzeri, presidente di Fedespedi, l’associazione nazionale che rappresenta gli spedizionieri italiani - tanto che abbiamo chiesto e ottenuto di sottrarre dalla base imponibile per il calcolo del “contributo Antitrust” queste voci che per i nostri associati rappresentano già dei costi fissi».

Le imprese che sul territorio italiano potranno beneficiare di questo provvedimento sono circa 80, ma «si tratta delle realtà più grandi e rappresentative a livello nazionale» chiude Lazzeri. La pratica, per conto di Fedespedi, è stata curata nei giorni scorsi dallo studio Armella & Associati. «Siamo soddisfatti dell’esito dell’interpello, arrivato alla fine di un dialogo costruttivo instaurato con l’Autorità garante della concorrenza e del mercato e finalizzato a trovare una soluzione nel pieno rispetto del principio costituzionale di capacità contributiva» commenta l’avvocato Sara Armella. «Per le società di spedizione - aggiunge il legale Lorenzo Ugolini - è del tutto corretto che il “contributo Antitrust” non sia calcolato anche sulle tasse e sui costi di trasporto. Siamo di fronte a un importante esempio di collaborazione tra pubblica amministrazione e contribuente che assicura adesso il versamento di una giusta imposta».

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