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L’estate nera dei porti nordeuropei / IL CASO

Genova - Cede un pezzo di ferrovia a Karlsruhe: traffico bloccato verso Rotterdam.

Genova - Sembrano i binari delle montagne russe: salgono e scendono irregolarmente, poi curvano a destra, ma alla fine si interrompono su una soletta di cemento messa in fretta e furia per evitare cedimenti ulteriori.

Anche la Germania a volte sbaglia i calcoli, ma quando succede i danni sono notevoli. Da più di una settimana quei 400 metri di rotaie che si trovano a Rastatt, vicino a Karlsruhe, vanto del sistema intermodale tedesco, sono crollati. Colpa dei lavori di costruzione del tunnel per una linea ad alta velocità che gli ingegneri stavano scavando proprio sotto quel pezzo di linea. Errore di progettazione, nuove tecniche per la realizzazione della galleria, semplice cedimento dovuto alle piogge degli ultimi giorni: ora i tedeschi sono a caccia delle cause che al momento assomigliano più a giustificazioni necessarie per parare la figuraccia. Perché quell’errore di calcolo sta interrompendo la linea merci più trafficata in Europa, il corridoio ferroviario Genova Rotterdam. Da lì passando tutti i container che la Svizzera e la pianura Padana inviano ai porti del Nord Europa invece di spedirli a Sud, alle più vicine banchine di Genova. È un po’ come se l’aspirapolvere si fosse intoppata: sino a sabato prossimo certamente la linea non sarà riaperta, anche se ancora ieri in Germania stavano tentando di puntellare lo smottamento con 10.500 metri cubi di cemento.

Operatori e spedizionieri sono nel panico. Tutti quei container che prendevano il treno per arrivare a Rotterdam sono fermi. Si tratta di centinaia di treni merci al giorno che non potendo transitare, bloccano «le relazioni Benelux-Italia, Germania-Italia e Scandinavia-Italia, nonché i collegamenti import-export della Svizzera - spiega Hupac, uno degli operatori logistici più colpiti dallo stop - In questo periodo estivo legato al Ferragosto in Italia, l’impatto è ancora piuttosto limitato», ma i rischi aumentano se i binari non verranno riparati velocemente. E gli operatori stanno mettendo in campo tutte le alternative possibili, via treno e via camion. C’è chi passa dal Brennero, c’è chi proverà a transitare dai valichi alternativi per raggiungere la destinazione, ma al momento è possibile far partire solo le spedizioni «più urgenti», cioè più o meno il 50% della merce bloccata.

Persino la Svizzera - dove la quasi totalità dei carichi viaggia su treno - ha dovuto derogare a uno dei principi che hanno governato sino ad oggi la politica dei trasporti della Confederazione e ha così allargato le maglie per permettere il transito anche ai camion. «Solo sino a che non sarà ripristinato il servizio». Però il problema è proprio questo: non si sa quando la linea potrà tornare a funzionare. «Un passaggio su strada è problematico perché le risorse necessarie (camion, autisti) spesso non sono disponibili a breve termine» spiega ancora Hupac che vede «i maggiori rischi nella perdita di fiducia da parte dei cliente nel trasporto combinato».

È l’estate nera dei porti del Nord Europa: per prima ne ha fatto le spese la portacontainer cinese, incagliata ad Anversa; poi la congestione ai terminal che ha costretto all’introduzione di una sovrattassa e le polemiche sulla lentezza delle dogane tedesche; quindi l’accusa dell’Authority di Amburgo sui dragaggi promessi e mai effettuati; ora la Germania sbaglia un tunnel e interrompe un corridoio logistico tra i più importanti al mondo. Il mito del Nord Europa è incrinato, tocca ai nostri porti e a Genova, in particolare, approfittarne. Sempre che l’Italia sia davvero in grado di farlo.

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