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Corruzione nel porto di Augusta: un arresto e blitz a Malta

Siracusa - In manette l’ingegnere Miceli Gaetano Nunzio, di 57 anni. Sequestrata la sede della società di ingegneria Tecnass Srl.

Siracusa - Appalti e società fantasma. La Guardia di Finanza di Siracusa, ha eseguito una misura di custodia cautelare per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, nell’ambito di una indagine su un appalto dell’Autorità portuale di Augusta. L’operazione battezzata “Port utility” è l’esito di complesse indagini di polizia giudiziaria coordinate dal procuratore Francesco Paolo Giordano e dirette dai sostituti procuratori Tommaso Pagano e Margherita Brianese. L’appalto finito nel mirino della magistratura e delle fiamme gialle del Nucleo di polizia tributaria è quello per l’aggiudicazione dei servizi ingegneria per la redazione della Vas - Valutazione ambientale strategica - a corredo del piano regolatore. Sono state svolte perquisizioni anche a Malta dove erano state create diverse società «fantasma». I dettagli nel corso della conferenza stampa alle 11 al Palazzo di giustizia.

In manette l’ingegnere siracusano Miceli Gaetano Nunzio, di 57 anni, per il reato di corruzione; sequestrata la sede della società di ingegneria Tecnass Srl di contrada Targia per 482.105 euro. L’attività investigativa condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria è iniziata nei primi mesi del 2015 e si è svolta attraverso l’esecuzione di numerose perquisizioni e accertamenti bancari nei confronti di oltre 25 tra società e persone fisiche. La Procura della Repubblica ha attivato lo strumento della Cooperazione giudiziaria internazionale e a Malta la Finanza a ottobre 2016 ha operato con gli organi di polizia maltese ulteriori perquisizioni nonchè acquisizioni di documentazione bancaria. Miceli, insieme ad altri indagati, aveva creato tre società, risultate «cartiere», la Malta Tecnass Holding Ltd, la New Pro Engineering Ltd e la Tremme Ltd, con l’unico scopo di fare confluire in quello Stato i soldi degli illeciti. In questo caso il prezzo del reato della corruzione pattuito era di 330.000 euro. Nel corso delle indagini è stato accertato che Miceli ha corrotto un commissario di gara dell’appalto bandito dall’Autorità Portuale di Augusta denominato «Servizi ingegneria per la redazione della Valutazione Ambientale Strategica a corredo del piano regolatore» cui partecipava una società, in parte riconducibile all’arrestato.

L’appalto, inizialmente di 1.810.920 euro, subito dopo la sua aggiudicazione avvenuta con la procedura del ribasso a 751.986 euro, sarebbe stato ampliato a oltre 5 milioni di euro, senza ricorrere ad altra gara pubblica. La commissione di gara era stata nominata nell’ottobre del 2013, ma il piano di Miceli risaliva a tre mesi prima, quando assicurò al corrotto l’inserimento quale membro della commissione. Ultimati i lavori di valutazione delle offerte presentate, l’appalto era stato aggiudicato a un raggruppamento temporaneo di imprese, una delle quali riconducibile a Miceli. L’arrestato, quindi, si è adoperato per ricompensare il corrotto attraverso una consulenza di circa 330.000 euro nell’ambito di altro appalto sempre all’interno del Porto commerciale di Augusta. La consulenza sarebbe stata pagata in più tranches, in relazione all’avanzamento delle prestazioni rese. Per tale motivo, poco prima di ricevere parte del compenso pattuito, il commissario ha costituito una società attraverso la quale, sostanzialmente, veicolare i soldi dell’illecito. Individuati a Malta parte dei proventi illeciti «incassati «dal commissario e veicolati alla New Pro Engineering Ltd. Le persone indagate, oltre all’ingegnere e al commissario corrotto sono due, tra i quali i soci dello studio Tecnass. Il Gip Giuseppe Tripi, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto l’applicazione della misura cautelare personale a carico di Miceli e il sequestro preventivo.

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