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Vado, il petrolio in porto va agli olandesi

Genova - Il gruppo Alkion mette le mani sul deposito Petrolig. Saranno garantiti contratti e occupazione. Operazione in dirittura d’arrivo. Atteso l’ok definitivo da parte dell’Authority di Genova-Savona.

Genova - Gli olandesi mettono le mani sul petrolio del porto di Vado Ligure, a Savona. Il colosso Alkion Terminals - attraverso la partecipata Alkion Terminal Vado Ligure - ha infatti firmato nelle scorse settimane, secondo fonti vicine al dossier, un contratto preliminare di compravendita che ha come oggetto proprio il deposito di greggio presente nello scalo ligure (con esercizio su oleodotto e pontile).

L’intera struttura, fino al 2016, era nella mani di Eni che la gestiva attraverso la società Petrolig, partecipata - oltre che da Eni - anche da Esso. Dopo l’uscita di scena da parte di Esso, Eni ha trovato un’intesa con il gruppo olandese che si è impegnato ad acquisire tutti gli impianti e la forza lavoro, mantenendo i contratti già firmati sia con Eni che con Esso. Alkion Terminals, realtà operativa sia nel settore della logistica che in quello energetico, è partecipata dai fondi Coloured Finches e InfraVia Capital Partners. I primi documenti, da parte della società Alkion Terminal Vado Ligure, sono già arrivate agli uffici della nuova Autorità portuale che raggruppa al suo interno gli scali di Genova e Savona, ma l’operazione si potrà ritenere conclusa solamente quando ci sarà il nullaosta della stessa Authority. L’ok definitivo, da parte di Palazzo San Giorgio, sarà dato solamente dopo aver effettuato tutte le verifiche del caso, ma potrà arrivare solamente attraverso un parere favorevole da parte del comitato di gestione dell’ente, che però non è ancora stato nominato per via di un parare favorevole da parte dell’Anac che tarda ad arrivare.

Il petrolio stoccato nel deposito ex Petrolig, una volta immesso nell’oleodotto, arriva fino alla raffineria Sarpom di San Martino di Trecate (Novara). Lo stabilimento piemontese ha una capacità di nove milioni di tonnellate all’anno e impiega 400 addetti. Esso ha la maggioranza del pacchetto azionario della raffineria (74,84%), mentre il restante (25,16%) è di TotalErg. Già dopo l’uscita di scena da parte di Esso dal deposito di Vado Ligure, i sindacati savonesi avevano espresso preoccupazione per il mantenimento di tutte le unità lavoratori - circa 20 addetti - proprio in vista dell’arrivo in porto di un nuovo gruppo. L’intenzione di Alkion, anche in vista del potenziamento dello scalo con l’entrata in funzione della piattaforma Maersk, dovrebbe essere quello di mantenere, se non potenziare, l’intera forza lavoro.

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