SERVICES

Assoporti, è già spaccatura sulla presidenza / RETROSCENA

Roma - Il rischio è che se continuano a scorrere i veleni della vigilia, la nuova presidenza di Assoporti potrebbe partire già dimezzata.

Roma - Il rischio è che se continuano a scorrere i veleni della vigilia, la nuova presidenza di Assoporti potrebbe partire già dimezzata. Oggi l’assemblea dell’associazione degli scali italiani eleggerà il nuovo numero uno e dovrebbe così iniziare l’era di Zeno D’Agostino, attuale presidente del porto di Trieste. «Io sono disponibile, mi sono candidato e domani (oggi per chi legge, ndr) spero di essere eletto: sono pronto a fare il presidente» spiega al Secolo XIX/TheMediTelegraph. Il problema è che non sono tutti d’accordo, sia sul metodo (e qualcuno è uscito allo scoperto) sia sul nome . Il neo presidente di Catania, Andrea Annunziata martedì ha scritto a tutti i presidenti dei porti italiani, una lettera cortese, ma ferma : «Il perdurare di alcuni commissariamenti - scrive il veterano degli scali che ha guidato Salerno sino a poco tempo fa - non consente di avere un organismo al completo di tutte le nomine». Perché, come spiega Annunziata «mancano ancora alcuni nuovi presidenti delle Auhtority create dal ministro Delrio».

Assoporti ha voluto imprimere un’accelerazione ai tempi per dotarsi di una nuova governance e l’assemblea che inizialmente era stata programmata a giugno, è stata anticipata a oggi. Annunziata non ci sta: «Ho un importante impegno istituzionale a Catania e non potrò essere presente. Per questo e non solo, ho chiesto un rinvio della riunione». Al posto dell’elezione del successore di Pasqualino Monti, Annunziata suggerisce la creazione di «coordinamento» per traghettare l’associazione verso il nuovo assetto delineato dalla riforma delle Authority.

«Il percorso scelto mi sembra anomalo» spiega il presidente di Catania «perché manca il confronto». Annunziata non è il solo componente della “fronda”: D’Agostino ha vinto una sorta di primarie che lo avevano opposto allo stesso Annunziata («La mia è una candidatura del territorio siciliano, chiedo confronto sui programmi») e a Sergio Prete, presidente a Taranto. «Appunto - spiega un altro anonimo presidente di porto - è un po’ come quando giocavamo a calcio e quello che stava perdendo, portava via il pallone perché non accettava la sconfitta». La spaccatura però emerge dalla lettera di Annunziata, che rincara la dose: «Spero vengano accolte le mie richieste, ma la frattura che si è venuta a creare non credo sarà facilmente sanabile». Le diplomazie che con fatica si sono messe al lavoro nei giorni scorsi, sperano di ricomporre la frattura: l’assemblea comunque non sarà rinviata e toccherà a Pasqualino Monti aprire i lavori e poi lasciare il posto di presidente: «Io sono un reggente facente funzione- spiega l’ex numero uno di Civitavecchia - Mi sono preoccupato di convocare l’assemblea sulla base della richiesta fatta dal direttivo. Non sono un presidente di Autorità di sistema e non ho voce in capitolo», taglia corto. D’Agostino è comunque saldamente sostenuto dalla maggioranza dei nuovi presidenti. I voti ci sono, ma l’unanimità è a rischio e sarebbe un segnale che almeno sulla compattezza del settore, la riforma potrebbe aver fallito.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››