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Napoli dice “no” alle mega-portacontainer

Napoli - Il ministro Graziano Delrio è ormai di casa nel porto di Napoli a sottolineareil suo interesse per la ripartenza dello scalo partenopeo (paralizzato da oltre tre anni di gestione commissariale) o meglio dell’Autorità portuale di sistema del Tirreno Centrale

Napoli - Il ministro Graziano Delrio è ormai di casa nel porto di Napoli a sottolineare il suo interesse per la ripartenza dello scalo partenopeo (paralizzato da oltre tre anni di gestione commissariale) o meglio dell’Autorità portuale di sistema del Tirreno Centrale, la prima ad essere partita a livello nazionale con la definizione di tutti gli organismi.

L’occasione è importante: la prima presentazione pubblica del piano operativo triennale 2017/2020 dopo la riforma della legge sui porti - presenti tutte le autorità cittadine e salernitane a partire dal presidente della Regione Vincenzo De Luca, e con il coordinatore della Struttura tecnica di missione del Mit, Ennio Cascetta - e dalla cui realizzazione dipenderanno il «rinascimento e il futuro del sistema portuale» campano. Il presidente dell’Adsp, Pietro Spirito, intende far presto, per recuperare il tempo perduto e almeno per ora ha il plauso anche degli imprenditori. Eccolo dunque il suo programma in 12 punti. La novità Innanzitutto è nell’analisi concreta di ciò che si può o non si può fare. Inutile per Napoli puntare sull’accoglienza di portacontainer da 18 mila teu e oltre, le concrete possibilità dello scalo non vanno oltre i 9.000-10 mila teu.

Ma urge comunque procedere ai dragaggi che a Napoli sono particolarmente complicati perché sito di interesse nazionale e richiede analisi aggiuntive e tempi più lunghi: comunque, i lavori dovrebbero partire per la fine di luglio e completarsi entro due anni. Dragaggi non solo a Napoli ma anche a Salerno e qui i tempi sono più brevi, otto-nove mesi. C’è poi la necessità di riorganizzare gli spazi e Spirito annuncia un masterplan entro il 2017 per pianificarne l’utilizzo. Sempre in tema di utilizzo degli spazi, a Salerno si sta pensando alla realizzazione, insieme all’armatore Grimaldi - il principale operatore traghetti del porto salernitano - di un silos dove accogliere le auto in attesa di imbarco.

Particolare attenzione è riservata ai collegamenti stradali e ferroviari anche con gli interporti di Nola e Marcianise per rendere rapidi ed efficienti i collegamenti ed i trasferimenti delle merci. Entro il mese di luglio, sulla base di un accordo sottoscritto con Rete Ferroviaria Italiana l’Adsp ha anche in programma la redazione di uno studio di fattibilità sul modello delle grandi stazioni ferroviarie nord-europee.

Poi, per rimanere con i piedi per terra, il presidente Spirito punta sul traffico containers per Salerno che già è bene inserita e su quello crocieristico e delle autostrade del mare, realtà concreta dello scalo partenopeo con grandi possibilità di sviluppo. Strettamente legato il problema del fronte mare: per ora urge la realizzazione della stazione marittima del Beverello per accogliere gli oltre sei milioni di turisti diretti alle isole: la gara deve assolutamente partire entro il 2017. Poi si penserà al completamento, quel progetto Euv è pronto da tempo e sempre valido, urgono i fondi per la sua realizzazione ed a questo deve pensare il governo.

Tra gli altri punti del programma il futuro del cantiere di Castellammare dove si potrebbero costruire anche traghetti ma serve un confronto con Fincantieri (lo ha sottolineato De Luca e Delrio si è impegnato in tal senso), le riparazioni navali all’interno del porto di Napoli che presenta grandi prospettive ma deve superare le guerre di posizione che finora ne hanno bloccato lo sviluppo. Visto che il futuro è nel gas naturale liquefatto, entro la fine dell’anno si prenderà in esame la realizzazione di una stazione di degasificazione. Tutto bene allora? Si può dire di sì incrociando le dita ma quel che fa ben sperare è un’aria nuova che si respira, più ottimistica: «Le cose si possono realmente fare - ha concluso Delrio - ma è necessario fare squadra, creare le sinergie sulle prospettive di sviluppo. Il sistema campano ha le potenzialità per acquisire la leadership al sud avendo le idee chiare su ciò che è possibile e sui limiti che bisogna porsi. Se ogni piano operativo delle Autorità di sistema portuale sarà come quello di Napoli-Salerno - ha spiegato il ministro - avremo vinto la sfida che ci siamo posti con la riforma».

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