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Genova, quei depositi da 33 anni in attesa di cambiare posto

Genova - Il primo accordo per Carmagnani e Superba sotto la Lanterna risale a D’Alessandro. L’ultimo atto che impone il trasferimento è del 2015, 60 le persone impiegate.

Genova - Il primo accordo tra Consorzio autonomo e l’allora proprietario Eni per il trasferimento in porto dei depositi di prodotti chimici Carmagnani e Superba in porto è del 1984, presidente Roberto D’Alessandro. Nel 1989, in un protocollo d’intesa per razionalizzare le aree petrolifere genovesi (anche a seguito del tragico incidente di un anno prima presso Carmagnani, dove perirono 4 persone), il Comune di Genova si impegna in una rilocazione delle attività produttive legate al settore, e la Valutazione di impatto ambientale per la sistemazione di Superba e Carmagnani presso Calata Oli Minerali (sotto la Lanterna) è del dicembre del 1994.

Come altre vicende genovesi, anche questa si insabbia per anni, fino al Piano urbanistico comunale del 2015, che ribadisce la necessità del trasferimento di depositi chimici e petrolchimici in area portuale. Fin dal 2012 l’Autorità portuale aveva valutato il trasferimento dei depositi Pir nelle aree Enel (il punto più lontano dalle zone abitate della città), che si intersecano con il Terminal Rinfuse, alla luce della dismissione della centrale a carbone e della scadenza della concessione all’Enel nel 2020. La proposta dell’Authority, passa l’esame della Valutazione ambientale strategica (Vas), mentre nel 2013 la Capitaneria di porto dà l’ok per l’ormeggio a Calata Concenter di navi chimichiere. Nel 2015 Pir ha presentato il primo progetto all’Authority. L’ultimo del 31 luglio ribadisce l’entità dell’investimento: 50 milioni di euro, 60 dipendenti diretti, traffico iniziale annuo 300 mila tonnellate di merce.

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