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Formazione e pensionamenti: varato il decreto “salva compagnie”

Genova - Alle Authority la regia delle operazioni. Dal governo via libera al “correttivo porti”: ai portuali i soldi per snellire l’organico.

Genova - Le compagnie dei lavoratori portuali segnano un punto: il “correttivo porti” ha ottenuto il via libera di Palazzo Chigi e le misure per sostenere i camalli, se le “correzioni” completeranno il percorso, diventeranno strutturali. Il governo ha scelto la via per risolvere il nodo del lavoro in banchina (per gli articoli 16,17 e 18) con tre misure. Intanto il presidente dell’Authority dovrà provvedere a compilare l’organico porto «sulla base dei piani di impresa, degli organici e del fabbisogno lavorativo comunicati dalle imprese». Serve per capire quanti lavoratori servono affinchè lo scalo sia efficiente. Fatti i conti, bisognerà stabilire come occuparsi degli eventuali esuberi. E infatti il decreto prevede che il presidente dell’Authority possa adottare «le misure di politiche attive del lavoro indirizzate a migliorare i fattori di criticità del mercato del lavoro tramite dei piani».

Significa che ora vengono resi strutturali i fondi per «la formazione professionale per la riqualificazione o la riconversione del personale interessato». Non solo: sono previste anche «misure di sostegno al reddito volto ad accompagnare , per un periodo massimo di cinque anni, i lavoratori interessati ai trattamenti previdenziali di legge». Era il vecchio “15 bis” che da provvedimento temporaneo viene rinnovato e incluso nel decreto. Il governo fa anche di più perchè il terzo punto di sostegno al lavoro portuale prevede la «ricollocazione del personale inidoneo a ciascuna delle mansioni previste e richieste nell’ambito della fornitura del lavoro portuale». Per Genova significa che molti dei problemi della Culmv e della Pietro Chiesa potranno essere risolti. I soldi per accompagnare all’uscita i portuali vicini alla pensione o per ricollocare gli inidonei, arriveranno dalle tasse portuali. Il decreto ora ha un nemico: il governo è a fine legislatura e si dovrà correre per completare l’iter del provvedimento.

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