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Genova, la tassa digitale fa arrabbiare i lombardi / IL CASO

Genova - «Qui si paga due volte». Ma per Spediporto il caso non esiste: «Provvedimento temporaneo, presto sarà così in tutta Italia».

Genova - Spedizionieri e autotrasportatori lombardi puntano il dito contro il porto di Genova. Nel mirino dell’associazione regionale di categoria - l’Alsea, realtà che rappresenta la quasi totalità delle imprese di spedizioni e dei corrieri della provincia di Milano, Lodi e Pavia - è finita la nuova “tassa informatica” che dal 1° agosto scorso obbliga tutti gli operatori a pagare 1,23 euro (Iva esclusa, se dovuta) su ogni carico in entrata e in uscita dallo scalo ligure. La tassa, che riguarda i traffici contenitori e quelli ro-ro e viene addebitata ai singoli caricatori, è stata introdotta dall’Authority di Genova e Savona per finanziare il sistema informatico E-Port, il software attraverso il quale viene gestita la merce movimentata in porto.

Ma secondo l’associazione lombarda il nuovo costo non sostituisce la tassa già pagata dagli operatori in bolla doganale per il mantenimento di E-Port. «Abbiamo chiesto all’Autorità portuale, tramite Fedespedi - tuona il presidente di Alsea, Betty Schiavoni - di evitare questo doppio costo sulle merci ma hanno risposto che per sei mesi esisterà un doppio pagamento e che dopo questo periodo di tempo si impegnano a rivedere la situazione». L’associazione degli spedizionieri milanesi contesta anche il fatto che la tariffa così come prevista sconti evidenti vizi di legittimità nel metodo e nel merito che la stessa Alsea si riserva di contestare in ogni sede.

Diverso l’umore delle aziende genovesi. «Questa nuova tassa consentirà di migliorare l’efficienza del porto e ne beneficeranno tutti gli operatori che si servono dello scalo ligure», dice il presidente di Spediporto Alessandro Pitto. «La nostra associazione - prosegue il numero uno degli spedizionieri genovesi - ha seguito con attenzione l’intera vicenda assieme all’Authority, Confindustria e Assagenti. Da quanto ci risulta il provvedimento, che è temporaneo, è stato approvato sia dall’Antitrust che dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti. Genova è il primo porto d’Italia in cui viene applicato questo nuovo costo, ma provvedimenti identici verranno adottati nei prossimi mesi anche dagli altri scali nazionali».

La piattaforma digitale contestata dagli spedizionieri lombardi - il cui costo di gestione si aggira intorno a 1,5 milioni di euro l’anno - produce una media di seimila file al semestre. E-Port viene utilizzato dagli operatori del porto, ma la gestione è stata affidata da Palazzo San Giorgio alla Piattaforma logistica nazionale-Uirnet, che a sua volta ha passato la gestione alla società Dxc.

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