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Il Mit: «No a sindaci e governatori nei board» / ESCLUSIVA

Roma - “Non possono essere designati quali componenti del Comitato” di gestione “coloro che rivestono incarichi di componente di organo di indirizzo politico-amministrativo. I componenti designati che rivestono i predetti incarichi decadono di diritto alla data di entrata in vigore della presente disposizione”

Roma - Il ministero dei Trasporti ha trasmesso nei giorni scorsi alla presidenza del Consiglio la versione finale dello schema di decreto che introduce nuove modifiche alla riforma dei porti.

In particolare all’articolo 7 dello schema di decreto si legge che “non possono essere designati quali componenti del Comitato” di gestione “coloro che rivestono incarichi di componente di organo di indirizzo politico-amministrativo. I componenti designati che rivestono i predetti incarichi decadono di diritto alla data di entrata in vigore della presente disposizione”.

Insomma porte chiuse a sindaci, governatori e assessori all’interno dei Comitati di gestione dei porti. A premere al contrario in questa direzione era stata l’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani - guidata nella sezione Porti dal sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, che su questo punto ha in corso un contenzioso amministrativo con l’Autorità di sistema portuale di Livorno-Piombino -.

A titolo di esempio, rischia di finire colpita dal provvedimento anche Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia e membro del board del porto di Trieste, così come il sindaco del capoluogo giuliano, Roberto Dipiazza. Strada sbarrata anche al sindaco genovese Marco Bucci, che in alcune discussioni aveva riflettuto sull’opportunità di potersi insediare in sostituzione di Marco Doria, ex sindaco di Genova già autonominatosi nel corso del suo mandato e attualmente rappresentante di Palazzo Tursi nel board dell’Adsp Genova-Savona.

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