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Minacce, botte ed estorsioni ai danni di spedizionieri: fermate tre persone

Gioia Tauro - I diversi tentativi di estorsione compiuti dagli indagati sono stati effettuati nei confronti delle società di logistica e trasporto Atre express srl e GLS spa, con reiterate minacce, anche con l’uso delle armi.

Gioia Tauro - Nelle prime ore del mattino, a Gioia Tauro, i militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria, in collaborazione con lo Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione ad un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina nei confronti di tre persone ritenute vicine alla cosca di ‘ndrangheta Piromalli di Gioia Tauro, in quanto considerati a vario titolo responsabili dei reati di tentata estorsione in concorso, sequestro di persona, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi comuni da sparo, lesioni aggravate ed illecita concorrenza con minaccia e violenza, con l’aggravante di aver commesso il fatto con l’utilizzo del metodo mafioso.

I diversi tentativi di estorsione compiuti dagli indagati sono stati effettuati nei confronti delle società di logistica e trasporto Atre express srl e GLS spa, con reiterate minacce, anche con l’uso delle armi, e ripetute violenze ai danni degli autisti/corrieri delle società di distribuzione merci per impedirgli l’effettuazione di consegne nel territorio di Gioia Tauro, e poter acquisire il monopolio economico, nel settore della consegna merci nell’intera Piana di Gioia.

La vicenda
Nelle prime ore di stamani a Gioia Tauro, i militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria, hanno dato esecuzione ad un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina nei confronti di Domenico e Vincenzo La Rosa di 27 e 25 e Fabio Sacco di 24, ritenuti vicini alla cosca di ‘ndrangheta Piromalli di Gioia Tauro, e ritenuti a vario titolo responsabili dei reati di tentata estorsione in concorso, sequestro di persona, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi comuni da sparo, lesioni aggravate ed illecita concorrenza con minaccia e violenza, con l’aggravante di aver commesso il fatto con l’utilizzo del metodo mafioso. Gli arresti giungono al termine di un’articolata indagine avviata nel settembre scorso dalla Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro, e coordinata dalla Procura di Palmi e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, allo scopo di far luce su un’escalation criminale consistita nella commissione di diversi tentativi di estorsione compiuti dagli odierni indagati nei confronti delle società di logistica e trasporto Atre express srl e GLS spa, mediante reiterate minacce, anche con l’uso delle armi, e ripetute violenze ai danni degli autisti/corrieri delle società di distribuzione merci per impedirgli l’effettuazione di consegne nel territorio di Gioia Tauro e nei comuni limitrofi se non avvalendosi di un’azienda di fatto gestita dai due fratelli indagati, affinché quest’ultima potesse acquisire il monopolio nel settore della consegna merci nell’intera Piana di Gioia Tauro. In particolare le indagini hanno permesso di accertare numerosi episodi delittuosi, ravvicinati nel tempo, in occasione dei quali gli indagati avevano avvicinato gli autisti e li avevano minacciati, anche con armi da fuoco, intimando loro di lasciare il territorio di Gioia Tauro, non essendo dipendenti della loro società. In un’occasione, gli indagati, in concorso con altri quattro soggetti non identificati, dopo aver condotto uno dei corrieri della Atre express in una zona isolata della Piana di Gioia Tauro, lo hanno privato della libertà per due ore, minacciandolo con una pistola.

In un altro caso un corriere della stessa società, in una strada trafficata e in pieno giorno, era stato colpito e minacciato di tagliargli la gola se non fosse andato via da Gioia Tauro. Le indagini, infine, hanno consentito di addivenire anche al sequestro preventivo delle quote societarie e del complesso dei beni patrimoniali facenti parte della società gestita di fatto dai due fratelli.La stima complessiva dei beni sequestrati ammonta a circa 100 mila euro. Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Palmi (RC)

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