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Genova, Ilva: sul tavolo degli enti locali il trasferimento del petrolchimico

Genova - L’idea della Regione Liguria: acciaio e depositi per salvare il lavoro. Oggi il vertice sul futuro delle aree di Cornigliano.

Genova - La nuova “Iri ligure” che ha in mente il governatore Giovanni Toti potrà fare di tutto: dalle bonifiche ai lavori sotto la Sopraelevata, magari anche il ribaltamento a mare e persino la nuova strada a mare che ha rivoluzionato il quartiere genovese delle acciaierie: «C’è lavoro per almeno 20 anni». Toti, come anticipato nei giorni scorsi dal Secolo XIX, pensa a una nuova Società per Cornigliano: «In capo a questa “Iri regionale” potrebbero arrivare nuovi finanziamenti e nuovi incarichi, così garantiremo la ricollocazione dei lavoratori Ilva eventualmente esclusi dal piano industriale di Mittal». È il primo punto sul tavolo che oggi partirà in Regione sul futuro delle acciaierie di Cornigliano e che vedrà partecipare i vertici della giunta, il sindaco di Genova Marco Bucci, il presidente del porto Paolo Signorini, il governo con il capo di gabinetto del Mise, il commissario Enrico Laghi e l’amministratore delegato di Arcelor Mittal Matthieu Jehl, accompagnato dal direttore generale. In tutto circa 200 lavoratori di Ilva, individuati come esuberi, potrebbero finire dentro la nuova società: «Non sono così megalomane da pensare sia un’operazione a costo zero, ma i benefici saranno maggiori dei costi: metteremo sotto il cappello della nuova società funzioni ora affidate ad altri - spiega Toti - Si tratta di soldi che già spendiamo. Penso ad esempio a Sviluppo Genova: se facesse parte della nuova Iri che stiamo studiando, potremmo utilizzare il bacino di manodopera per realizzare una serie di lavori e opere di pubblica utilità, importanti per il territorio». Oggi si discuterà del percorso: alla nuova società potrebbe aderire anche la gestione commissariale.

Il trasloco del petrolchimico
Tra le ipotesi sul tavolo, c’è anche quella della consegna di una parte minima di aree che permetta di arrivare al trasloco dei depositi di Carmagnani e Superba. Mancano ancora diverse verifiche tecniche che l’Authority deve compiere - il cono aereo in modo particolare - ma la strada potrebbe essere tracciata. Da un lato il grande polo dell’acciaio con l’occupazione salva e nella stessa zona un polo dedicato alla chimica. Toti spiega solo che «nella trattativa sulla cessione, sia pure modesta, di spazi, potrebbero trovare sistemazione alcuni dei nodi irrisolti da decenni del porto».

Acciaio 4.0
Nella trattativa che prende il via in Regione, c’è anche il dossier dello sviluppo. Toti vuole che Mittal porti a Genova il centro di ricerca che attualmente è previsto a Taranto: «Vogliamo trasformare il ponente genovese in un grande polo di tecnologia a tutto campo. L’Università a Erzelli e gli investimenti di Liguria Digitale, insieme con il trasferimento in quell’area di parte dell’Istituto italiano di tecnologia, lo rendono il luogo perfetto per il centro di ricerca di Mittal, magari a Villa Bombrini».

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