SERVICES

Porto di Taranto, due domande per il molo polisettoriale

Taranto - Le istanze di concessione sono state presentate dal Consorzio Soutghate Europe Terminal e dalla Sout Marine Gate.

Taranto - Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, Sergio Prete, ha fatto pubblicare oggi l’avviso pubblico relativo alle istanze di concessione demaniale marittima, ex articolo 18 legge 84/94, prodotte dal Consorzio Soutghate Europe Terminal e dalla Sout Marine Gate. Si tratta delle due società candidatesi ad occupare parte delle aree del molo Polisettoriale dopo i lavori di riqualificazione e ammodernamento che hanno interessato l’infrastruttura, della quale gli ultimi 600metri lineari rifatti sono stati inaugurati lo scorso agosto dal ministro De Vincenti (i primi 600metri, invece, sono stati inaugurati a luglio 2016 dall’allora premier Renzi e dal ministro Delrio).

L’avviso pubblico, fa sapere l’Autorità portuale, è stato trasmesso alla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, al Comune di Taranto ed alla Capitaneria di Porto per la relativa pubblicazione. «Eventuali domande concorrenti, opposizioni ed osservazioni dovranno pervenire all’Adsp - precisa l’Autorità portuale - entro il termine perentorio di quarantacinque giorni. La domande di concessione - si specifica - dovranno avere ad oggetto l’occupazione e l’uso, totale o parziale, del compendio molo polisettoriale nello stato di fatto in cui si trova. Ciò - dice ancora l’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio - per le finalità di sviluppo dei traffici commerciali e della logistica con particolare riferimento alla movimentazione dei contenitori unitamente alla movimentazione di merce varia e ro-ro, conformemente alla funzione d’uso indicata nel piano regolatore portuale adottato».

Soutghate Europe Terminal e Sout Marine Gate sono due realtà formate prevalentemente da operatori locali che intendono utilizzare il molo polisettoriale. Questa è l’infrastruttura usata sino alla fine del 2014-inizio del 2015 dalla società Taranto container terminal (Tct), partecipata da Evergreen e Hutchinson e attiva nel transhpment. Tct ha poi lasciato il porto di Taranto, e la società a giugno 2015 è stata messa in liquidazione, poichè, a suo dire, l’infrastruttura non era più competitiva non essendo stati effettuati, nei tempi annunciati e programmati, i previsti lavori di potenziamento. Di conseguenza, per il personale Tct è continuato intensificandosi un periodo di cassa integrazione: poco più di 500 gli addetti coinvolti. Lavoratori ex Tct che ora sono in carico alla nuova Agenzia portuale, finanziata con risorse pubbliche e prevista dal decreto Mezzogiorno di fine 2016, la quale, dopo la formazione professionale, ha il compito di rioccuparli in nuove attività nell’ambito del porto nell’arco di 36 mesi.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››