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«Dai terminalisti uso privatistico dei porti» / INTERVISTA

Genova - Gli ultimi sondaggi prima della sospensione pre-elettorale fanno sorridere Luigi Di Maio: il Movimento 5 Stelle sembra non pagare dazio alle polemiche sui furbetti dei rimborsi o i candidati massoni. E il candidato del M5S si vede al centro della scena politica

Genova - Gli ultimi sondaggi prima della sospensione pre-elettorale fanno sorridere Luigi Di Maio: il Movimento 5 Stelle sembra non pagare dazio alle polemiche sui furbetti dei rimborsi o i candidati massoni. E il candidato del M5S si vede al centro della scena politica: «Il piano di Renzi e Berlusconi è fallito, non avranno il 51%. O si passa da noi per il governo o si rivota». Intanto, oggi il suo “rally” arriva nella città di Beppe Grillo, (che non ci sarà), Genova.

Di Maio, lei arriva in Liguria e il governatore Toti le dà dell’ “uccello del malaugurio”. Pensate di bloccare opere già approvate come Terzo Valico e Gronda?

«L’ironia di Toti è già sentita in altre regioni. Hanno paura e hanno ragione ad averne. Noi interverremo anche su opere già finanziate perché sono fatte per spendere e non per l’utilità. Il Terzo valico ci sarà solo tra anni, costerà sei miliardi di euro e accorcerà di soli 45 minuti il trasporto di merci. Il vero nodo su cui si deve intervenire sono i 12 giorni di attesa delle merci in giacenza nei porti, quando nei porti del Nord Europa ne attendono solo sei. Bisogna agire sulla burocrazia. Quanto alla Gronda, ci sono già parecchi esempi di bretelle autostradali fallimentari che gli italiani pagano nei pedaggi: solo per la Pedemontana i liguri pagano il 14% in più sulla A7. Noi vogliamo recuperare risorse e destinarle al trasporto pubblico. Guardo con interesse al dibattito in Germania».

Sulla gratuità dei mezzi pubblici?

«A Livorno, città amministrata dal M5S, sono già gratuiti i bus notturni».

Oggi arriva a Genova, la città di Grillo. Qual è il ruolo del fondatore nel Movimento di oggi?

«Beppe resta l’ispiratore del Movimento ma è sempre in attività: ha scelto di staccarsi dalla quotidianità della politica per concentrarsi sulle nuove idee per un mondo che arriverà. Fa da “battistrada” come ha sempre fatto dai tempi della Parmalat, delle stampanti 3D, del Wi-max».

A Genova c’è il primo porto d’Italia, lei ha avuto parole molto dure sugli armatori.

«A Genova c’è un uso privatistico da parte dei terminalisti del porto che è pubblico. Ci sono concessioni date a costi risibili e aree occupate da container vuoti in un porto che ha bisogno di spazi. Tutto questo va superato, ci vuole un nuovo equilibrio tra porto e città. Io ho attaccato il dumping salariale praticato a danno dei marittimi italiani, che almeno nelle navi battenti bandiera italiana dovrebbero essere tutelati. Abbiamo proposto un salario minimo per i marittimi».

Tra i punti del vostro programma c’è la lotta al dissesto. A Genova sono state avviate opere per la sicurezza, come lo Scolmatore del Bisagno, con il programma “Italia sicura”. Le porterete avanti?

«Sicuramente, lo scolmatore va terminato. Ma bisogna fare di più. Noi abbiamo proposto di destinare 16 miliardi, frutto di recupero delle “tax expenditures” sui carburanti fossili alla lotta al dissesto. E poi vogliamo mettere uno stop al consumo di suolo vicino a fiumi e canali».

Dopo l’addio di David Borrelli e le parole di Massimo Colomban su Grillo “Madurista” teme una fronda a Nord Est per il Movimento?

«Non credo. Nelle nostre liste ci sono tanti piccoli risparmiatori travolti dai crac delle banche venete. E su Borrelli, non conoscendo le ragioni del suo addio, al momento non posso dire molto. È stato una colonna portante del M5S. Quanto a Colomban, è sempre stato un indipendente, ci sta che abbia una visione economica diversa da Grillo. Ma in futuro potrà dare ancora una grande mano all’Italia».

La vicenda delle restituzioni farlocche vi ha colpito proprio in campagna elettorale. Cosa può imparare il M5S per la prossima legislatura?

«Certamente bisogna intensificare i controlli. Ma la vicenda è stata gestita: abbiamo messo alla porta le persone che si sono comportate male e credo che sia possibile chiedergli di rinunciare alla proclamazione in Corte d’appello. Ma dal punto di vista politico questa vicenda è stata un boomerang per i nostri avversari perché ha ricordato che il M5S è l’unica forza a restituire 23 milioni di stipendi, certificati dal ministero».

E sui candidati massoni?

«Li faremo rinunciare e li denuncerò come capo politico del M5S per danno di immagine».

Che scenari vede per il dopo voto? Si tornerà alle urne in pochi mesi?

«Quello che è sempre più chiaro è che Berlusconi e Renzi hanno preso coscienza che il loro piano di larghe intese tra Pd e FI non è più possibile: non avranno il 51%. Ora lo scenario è a nostro favore, qualsiasi governo passa da noi o si torna a votare. Siamo disponibili a convergenze, sui temi. E il primo l’ho proposto io: tagliamo lo stipendio ai parlamentari».

Si immagini a Palazzo Chigi: cosa fa nel primo consiglio dei ministri?

«Un grande taglio delle spese inutili. E poi lo sfoltimento di 400 leggi superflue: redditometro, spesometro, split payment…».

Viene spesso criticato per il suo curriculum prima di diventare parlamentare. Si sente di avere le carte in regola per guidare il paese?

«Le critiche si possono fare. Certo mi fa effetto sentirle da Berlusconi, perché è lui che ha rubato il futuro alla mia generazione e spinto tanti giovani a lasciare l’Italia. E poi ci ha lasciato con Monti perché ricattato sulle sue televisioni, come un traditore della patria».

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