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Gli operatori genovesi contro Di Maio: «Accuse inaccettabili»

Genova - Dopo le parole di Luigi Di Maio sullo stato del porto di Genova arriva - inevitabile - la risposta di agenti marittimi e spedizionieri genovesi contro le posizioni espresse dal candidato premier del M5S.

Genova - Dopo le parole di Luigi Di Maio sullo stato del porto di Genova arriva - inevitabile - la risposta di agenti marittimi e spedizionieri genovesi contro le posizioni espresse dal candidato premier del M5S.

Di Maio, in un’intervista rilasciata al Secolo XIX , aveva dichiarato che nello scalo del capoluogo ligure «c’è un uso privatistico da parte dei terminal del porto che è pubblico. Ci sono concessioni date a costi risibili e aree occupate da container vuoti in un porto che ha bisogno di spazi. Tutto questo va superato, ci vuole un nuovo equilibrio tra porto e città». In una lettera firmata dalle due associazioni di categoria - Assagenti e Spediporto - agenti e spedizionieri rispondono a Di Maio dichiarando che affermazioni del genere «sono inaccettabili da parte di chi si propone di guidare il nostro Paese per i prossimi anni». «Affermare che i container stanno fermi dodici giorni nel porto - si legge nella missiva - non è più vero da anni e rischia soltanto di confondere, ancora una volta, sia i clienti che già serviamo sia quelli che cerchiamo di attirare». La media di giacenza di un container in porto, spiegano le due categorie, oggi è compresa tra sei e otto giorni, un tempo reso possibile «da anni di lavoro sulla smaterializzazione dei documenti cartacei, sulla sburocratizzazione delle procedure, sulla digitalizzazione».

SCARICA LA LETTERA DEGLI OPERATORI GENOVESI

Il candidato premier del M5S è intervenuto anche sul dossier che riguarda le infrastrutture. Per Di Maio il Terzo valico è un’opera da bloccare, così come la Gronda: le risorse «vanno recuperate e destinate al trasporto pubblico». Secondo Assagenti e Spediporto, invece, Gronda e il Terzo valico «non sono opere utili alla Liguria, ma sono interventi indispensabili a tutto il settore produttivo italiano e lo dimostrano i recenti interventi dei governatori di Lombardia e Piemonte, di concerto con il ministero delle Infrastrutture, a sostegno di una struttura ferroviaria e stradale più efficiente». «Si tratta - sostengono gli operatori genovesi - di interventi complementari: il primo si pone come obiettivo quello di essere più vicino a mercati quali quello elvetico e al Baden-Württemberg, raddoppiando i volumi di traffico attuali; il secondo consente di raggiungere il tessuto economico compreso in un raggio di 150-200 chilometri, che viene già oggi servito per l’85% da camion».

Il porto di Genova, ricordano agenti e spedizionieri, oggi genera «oltre 9,5 miliardi di euro di valore aggiunto per l’Italia, crea 122 mila posti di lavoro , di cui circa 50 mila tra Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto». «Il prossimo governo italiano - chiude la lettera - dovrebbe proporsi quale obiettivo quello di rendere possibile un ulteriore miglioramento produttivo dei nostri porti».

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