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Napoli e Salerno puntano (quasi) tutto sulla logistica / INTERVISTA

«Entro maggio - dice il presidente dell’Authority, Pietro Spirito - verrà messa a gara la nuova stazione marittima al Beverello per i collegamenti con le isole. Abbiamo ottenuto un finanziamento di 20,5 milioni di euro.

L’AUTORITÀ di sistema portuale del mar Tirreno centrale ha pubblicato nel corso del 2018 il master plan per i quattro chilometri di banchine del porto di Napoli, con orizzonte il 2030. Inoltre, sempre nelle settimane scorse, ha firmato un accordo con Rfi per migliorare i collegamenti ferroviari fra porti e retroporti. L’obiettivo è rilanciare i traffici di uno scalo, quello di Napoli, rimasto congelato da anni di commissariamento, e trovare una soluzione per la carenza di spazi di quello di Salerno.

Ma quali sono gli interventi più rilevanti in questo momento?

«Nel mese di maggio - risponde il presidente dell’Authority, Pietro Spirito - verrà messa a gara la nuova stazione marittima al Beverello per i collegamenti con le isole. Abbiamo ottenuto un finanziamento di 20,5 milioni di euro. Quest’anno discuteremo con Comune di Napoli e Regione Campania la seconda fase del progetto del nuovo waterfront di cui il Beverello è la prima fase. Fra le altre realizzazioni importanti in corso ci sono i cantieri del dragaggio, della nuova rete fognaria, della rete stradale verso la darsena di Levante. Inoltre con Rfi stiamo studiando la configurazione del nuovo raccordo ferroviario che deve nascere dalla darsena di Levante per essere messo direttamente in linea sulla Napoli-Salerno evitando l’attuale raccordo ferroviario che è inadeguato perché ha una lunghezza in partenza di 350 metri e quindi con elevati costi di manovra. Il lavoro di dragaggio si finirà completamente a marzo del 2019, ma per la parte commerciale si finirà già a ottobre».

Dal dragaggio dipende il completamento della darsena di Levante?

«Draghiamo e colmiamo la darsena. Dopo il completamento del dragaggio dobbiamo fare lavori complementari per la sistemazione della darsena. Quindi dobbiamo fare un’altra gara, dopo la colmata, per l’attrezzaggio di base della colmata stessa. Ci vorranno un paio d’anni. Poi ci sarà l’assegnazione della concessione per lo sfruttamento della darsena. Infine l’attrezzaggio del terminal sarà fatto dai privati. Ci vorranno quattro o cinque anni per l’arrivo delle prime navi».

Che cosa stabilisce l’accordo con Rfi?

«A novembre di quest’anno completeremo lo studio di fattibilità assieme a Rfi. Dopo si passerà alla progettazione esecutiva e alla realizzazione. Il nostro obiettivo è che si renda operativa la darsena di Levante assieme al nuovo raccordo ferroviario».

Che importanza ha per il porto il progetto di Zes?

«Ci consente di guardare non più soltanto alla logistica portuale, ma anche ai collegamenti coi centri logistici principali della regione, soprattutto per attrarre investimenti manifatturieri. Più ci sono investimenti produttivi maggiore è la merce da movimentare. Aspettiamo l’ultimo atto, il decreto che deve firmare il governo per dare esecutività alla Zes Napoli-Salerno e che approva il piano di indirizzo strategico della Regione già presentato al governo il 26 marzo».

L’approvazione può avvenire anche con l’attuale governo?

«Sì, è un atto ordinario. Poi dipende da come si sviluppa la crisi di governo».

Avete già richieste per la Zes?

«La nostra attività è informale finché non c’è uno strumento approvato. Intanto l’Istituto Intesa San Paolo ha aperto una linea di finanziamento di 1.5 miliardi per le imprese che vogliono investire nelle Zes del Mezzogiorno. Sempre con Intesa San Paolo stiamo preparando per le prossime settimane un incontro a Milano con investitori manifatturieri e finanziari ai quali presentare l’iniziativa della Zes».

E sul fronte passeggeri?

«Oltre al terminal per le isole, registriamo una ripresa del traffico croceristico del 10 per cento rispetto all’anno scorso. Anche nei prossimi anni il traffico potrà crescere perché arriveranno le nuove navi in consegna nel Mediterraneo fra il 2020 e il 2022».

Che progetti avete per il ro-ro?

«In questo settore è il porto di Salerno a essere più significativo. Abbiamo crescita delle rotte e dei volumi anche quest’anno. Riteniamo che il marebonus sia un forte stimolo allo sviluppo di questo mercato. Vediamo che ci sono operatori come Grimaldi che investono in nuove navi. Inoltre il gruppo Grimaldi ha intenzione di costruire una struttura multipiano per lo stoccaggio delle auto, concentrando il traffico Fiat da Melfi in questo multipiano e liberando una parte delle aree per lo sviluppo degli altri traffici, in particolare ro-ro e container. Questo sarà un anno in cui i porti di Napoli e Salerno complessivamente supereranno il milione di teu».

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