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Ente Bacini, Signorini: «Valutiamo l’addio alla privatizzazione»

Genova - È il commento a caldo del presidente dell’ Autorità di sistema portuale del Mar ligure occidentale (Genova e Savona), Paolo Emilio Signorini, dopo la lettura delle motivazioni della sentenza del Tar Liguria che ha annullato il bando di gara per la concessione ai privati della gestione dei cinque bacini.

Genova - È «illegittimo» consentire ai privati la facoltà di gestire o fare gestire in uso esclusivo per tutta la durata della concessione 3 bacini di carenaggio sui 5 del porto di Genova. E in ogni caso non si può consentire l’affidamento in esclusiva del bacino di carenaggio 2, quello usato per le navi piccole e gli yacht, considerato un unicum: coperto, e in grado di gestire l’entrata e l’uscita di due imbarcazioni contemporaneamente. È scritto nelle motivazioni della sentenza del Tar Liguria che a maggio, accogliendo il ricorso dell’impresa Polipodio, aveva annullato il bando di gara indetto dall’Autorità di sistema portuale del Mar ligure Occidentale (Genova e Savona) per affidare ai privati la gestione dei bacini di carenaggio oggi operata da Ente Bacini. Il documento, pubblicato oggi, dice che sono illegittimi gli articoli 1 bis e 20 bis del Regolamento per l’esercizio dei bacini di carenaggio «di cui al Decreto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale n.112 del 06.02.2018» che riguardano appunto la gestione in esclusiva dei bacini.

«Nel weekend capiremo se la situazione è ancora “medicabile” o la sentenza del Tar Liguria “vizia” proprio l’impianto del bando di gara per la concessione della gestione dei bacini di carenaggio. A quel punto la scelta sarà fra ricorrere al Consiglio di Stato o abbandonare la privatizzazione». È il commento a caldo del presidente dell’ Autorità di sistema portuale del Mar ligure occidentale (Genova e Savona), Paolo Emilio Signorini, dopo la lettura delle motivazioni della sentenza del Tar Liguria che ha annullato il bando di gara per la concessione ai privati della gestione dei cinque bacini di carenaggio del porto di Genova, oggi gestiti da Ente Bacini, accogliendo il ricorso della ditta Polipodio. «Nel bando avevamo previsto la possibilità dell’uso in esclusiva di tre dei 5 bacini da parte dei vincitori della gara. Era un argomento già affrontato e risolto con l’Autorità garante della concorrenza quando era presidente del porto Luigi Merlo. Ora, se anche ai 3 bacini dovremmo applicare una sorta di uso pubblico, come sembra di capire dalla sentenza, una gara andrebbe deserta». Per i privati (al bando annullato dal Tar avevano risposto, in cordata, Fincantieri, San Giorgio del porto e Amico) l’operazione difficilmente potrebbe avere interesse.

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