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Corsa contro il tempo per riaprire la ferrovia

Genova - Il procuratore capo Francesco Cozzi dichiara che entro oggi il tratto di binari interrotti dalle macerie del Ponte Morandi sarà restituito alle Ferrovie. Il sindaco Marco Bucci promette che la settimana prossima aprirà “la Strada del Papa” interna agli stabilimenti Ilva

Genova - Il procuratore capo Francesco Cozzi dichiara che entro oggi il tratto di binari interrotti dalle macerie del Ponte Morandi sarà restituito alle Ferrovie. Il sindaco Marco Bucci promette che la settimana prossima aprirà “la Strada del Papa” interna agli stabilimenti Ilva. Entrambe le vie sono necessarie per restituire al porto, almeno parzialmente, la sua operatività. La soluzione non è dietro l’angolo, e certamente entro le prime due settimane di ottobre (periodo a partire dal quale, segnalano gli operatori, il porto comincia uno dei periodo di traffico più intensi dell’anno), difficilmente i collegamenti saranno ripristinati, con effetti negativi sul traffico cittadino e la competitività commerciale del porto.


LA FERROVIA

La questione più critica riguarda la ferrovia: il tratto colpito consiste in due binari: uno collega il porto storico con Milano-Torino, l’altro va dall’area di smistamento alle spalle di Sampierdarena fino alla Stazione marittima. Oggi, dice Cozzi, le due linee saranno sgombrate del tutto e restituite a Rfi. La società che gestisce la rete delle Fs avrà bisogno almeno di 15-20 giorni per riparare le due linee. Per Guido Porta, amministratore delegato di FuoriMuro, la società che gestisce le manovre ferroviarie in banchina, «su quelle linee prima del crollo transitavano 5 coppie di convogli al giorno. Ne possono tranquillamente passare 3-4 coppie in più». Il che consentirebbe di portare il traffico ferroviario di merci da e verso il porto, che fino al 14 agosto rappresentava il 13% del totale, al 20%, e di togliere dalle strade un po’ dei 5.000 Tir che ogni giorno le intasano. Non è detto però che tra 15-20 giorni, dopo che Rfi avrà ripristinato la linea, i treni possano immediatamente tornare a circolare. Dipenderà dal verdetto dei sensori installati sul moncone del ponte, e dai tempi di demolizione.


APPUNTAMENTO CON CONTE

Il presidente di Confindustria Genova oggi potrebbe incontrare insieme ad alcuni operatori il premier Giuseppe Conte nella sede degli industriali genovesi. Giovanni Mondini ha scritto una lettera a Conte chiedendo un incontro urgente proprio per discutere danni e «gravi problematiche» che l’intero comparto portuale sta avendo dopo il crollo del Morandi. La missiva porta la firma di alcune tra le principali associazioni del settore: AssArmatori, Confitarma, Spediporto, Assagenti e Trasportounito.


LINEE MARITTIME A RISCHIO

I sindacati intanto temono per il futuro del porto. In una nota congiunta, Cgil, Cisl e Uil scrivono che «alcune compagnie di navigazione sarebbero in procinto di spostare i traffici». Su questa ipotesi in agosto il governatore ligure Giovanni Toti ha garantito che gli armatori non se andranno, e ieri dalla Regione ribadivano che «non risultano spostamenti di traffici».


I CAMALLI

Ma Antonio Bevenuti, console della Compagnia Unica dei portuali genovesi, pensa che dirottamenti di traffico possano arrivare specialmente dal settore dei traghetti merci, voce pesante del porto di Genova, e traffico più difficile da riprogrammare dalla gomma al treno.


I CAMIONISTI

Tra circa una settimana, 10 giorni al massimo, dovrebbe essere pronta la nuova Strada del Papa. Il collegamento, riservato ai Tir diretti in banchina, permetterà ai camion di accedere con più facilità ai terminal e allo stesso tempo toglierà migliaia di mezzi pesanti dalle strade cittadine. Ieri è cominciata la demolizione del muro spartiacque tra l’area nazionale e quella internazionale nel bacino portuale di Sampierdarena, ultimo ostacolo sul tracciato della nuova viabilità. Per quanto riguarda invece l’apertura del porto anche di notte, nessuna decisioni ufficiale è stata presa. L’Autorità portuale aspetterà ancora alcuni giorni prima di decisioni ufficiali.

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