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Crollo del Morandi, si indaga (anche) sui mezzi pesanti in transito

Genova - I due super camion che la mattina del 14 agosto scorso transitarono alle 11.36 sul ponte Morandi trasportavano rispettivamente una maxi bobina di acciaio e un grosso carico di derrate alimentari.

Genova - I due super camion che la mattina del 14 agosto scorso transitarono alle 11.36 sul ponte Morandi trasportavano rispettivamente una maxi bobina di acciaio e un grosso carico di derrate alimentari. E il loro peso, secondo i primi accertamenti, sfiorava (se non raggiungeva) il limite di 462 quintali previsto dalla legge.

Entrambi sono precipitati per almeno cinquanta metri nel vuoto insieme al viadotto. Nel primo caso Giovanni Lorenzetti, 55 anni, il conducente di un Fiat Stralis della Mcm Autostrasporti, si è salvato miracolosamente la vita. Nel secondo, invece, sono morti entrambi gli autisti.Marian Rosca, romeno di 36 anni è deceduto quattro giorni dopo il crollo all’ospedale San Martino, il suo collega Anatoli Malai, 34 anni, sul colpo.

A distanza di quasi due mesi dal cedimento del ponte in cui hanno perso la vita 43 persone, ieri il pubblico ministero Walter Cotugno ha dato mandato ai militari del primo gruppo della guardia di Finanza di sequestrare le carcasse dei due mezzi pesanti e la bobina precipitata. Le indagini condotte dai finanzieri diretti dal colonnello Ivan Bixio, infatti, vogliono escludere che il peso dei due super camion possa aver avuto un ruolo nel cedimento del viadotto. Ma non solo: che la bobina di acciaio, destinata allo stabilimento Ilva di Novi Ligure, si sia staccata improvvisamente dal mezzo pesante e sia precipitata sulla carreggiata dando, ad un viadotto, già malconcio, quello che può essere paragonato a tutti gli effetti il colpo finale.

La mossa della Procura di sequestrare carico e mezzi arriva un po’ a sorpresa. Dopo che nei giorni scorsi gli stessi magistrati avevano iniziato a concedere il dissequestro - su richiesta di alcune aziende - dei mezzi incidentati. Mezzi che, a parte i due super camion, si trovano nell’area di via Romairone e sono stati catalogati e custoditi da personale della polizia scientifica e della squadra mobile. L’obiettivo dei magistrati è cristallizzare il peso, verificarne le condizioni di sicurezza ed escludere che successivamente, al termine dell’incidente probatorio in particolare, gli avvocati degli indagati possano sollevare dubbi proprio su questo aspetto. Intanto in queste ore i militari della Finanza hanno interrogato come testimoni due tecnici di Spea Engineering società incaricata di manutenzioni e monitoraggi e controllata da Autostrade per l’Italia.

I due esperti che avevano il compito di effettuare i controlli riflettometrici sugli stralli, il nome tecnico dei tiranti. I testimoni hanno spiegato come avvenivano i controlli, che i report con gli esiti venivano presentati ogni due anni. Sempre nell’ambito dell’indagine alcuni sopravvissuti hanno chiesto tramite gli avvocati di essere sottoposti a perizia medico legale per valutare le conseguenze dei danni psicologici patiti dal crollo.

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