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Caffè, Pacorini investe e consolida la presenza a Vado Ligure

Savona - L’operazione, i cui dettagli sono ancora top secret, è portata avanti con imprenditori assai conosciuti nel Savonese.

Savona - Un fiume di caffè attraverserà il Savonese per raggiungere i più famosi marchi italiani. Il porto e l’interporto di Vado si candidano a diventare uno dei maggiori poli italiani nella movimentazione dei prodotti in arrivo via mare e destinati alle torrefazioni di mezza Italia, con Lavazza in testa.

Pacorini Silocaf, leader nazionale nei traffici di caffè verde, sta per concludere un ambizioso piano per espandere la propria presenza su Vado, abbinando i servizi offerti dal Vio (Vado Intermodal Operator), di cui è uno dei soggetti fondatori e del quale oggi è cliente, con le aree e le strutture dell’ex Terminal Rinfuse Italia, ormai inutilizzate da diversi anni. L’operazione, i cui dettagli sono ancora top secret, è portata avanti con imprenditori assai conosciuti nel Savonese (e non solo) per la loro lunga esperienza nel settore portuale: Gerardo Ghiliotto, operatore marittimo di lungo corso, presidente dell’Unione utenti del porto di Savona-Vado (già presidente ed attuale consigliere della Rari Nantes Savona), e Marino Abbo, che come presidente della Multiterminal srl aveva acquistato il Vio proprio con Pacorini nel 1999.

La cordata di imprenditori ha già firmato un compromesso per l’acquisto dei piazzali e delle strutture dell’ex Tri di Vado ed entro fine anno l’operazione dovrebbe essere completata. Una scommessa facile, visto che il settore alimentare è in continua espansione e soprattutto considerato l’assetto strategico delle aree. Per lo sbarco dei carichi dalle navi verrebbero utilizzati la piattaforma di Apm-Maersk, che diventerà operativa proprio a fine 2019, o, in alternativa, il Reefer Terminal (anche questo gestito da Apm). Appena sbarcato, il caffè verrà immagazzinato nei grandi silos ex Tri che si trovano immediatamente a monte della via Aurelia, fino a nove anni fa utilizzati per lo stoccaggio delle granaglie. La nuova proprietà dovrà effettuare una profonda ristrutturazione dei depositi in modo da adeguarli alle nuove esigenze.

Tra l’altro il gruppo Lavazza, principale cliente di Pacorini Silocaf, sta portando avanti un programma di espansione acquisendo diverse aziende. Solo pochi giorni fa ha siglato un accordo per l’acquisizione del settore caffè di Mars con i sistemi Flavia e Klix (office coffee service e vending). Nel suo piano di espansione internazionale, Lavazza ha già acquisito Carte Noire ed Esp in Francia, Merrild in Danimarca, Kicking Horse Coffee in Canada, Nims in Italia e Blue Pod Coffee in Australia.

Pacorini, che quasi vent’anni fa era stato uno dei soggetti che con maggiore convinzione avevano investito nel Vio, Vado Intermodal Operator, oggi ne è cliente, con la disponibilità di uno spazio proprio. L’obiettivo di espansione farebbe diventare Vado uno dei principali poli italiani del caffè, avvicinando Genova e Marcianise, che oggi sono in vetta alle classifiche per spazi disponibili e movimentazioni.

Lo sviluppo del porto e del retro porto di Vado hanno giocato un ruolo determinante nella scelta di Pacorini. Immediatamente alle spalle dei silos l’Autorità di sistema portuale sta completando l’allestimento dello scalo ferroviario, poco più a monte c’è il terminal Vio e a poche centinaia di metri le aree dell’ex Tri, dotate sia di spazi all’aperto sia del grande capannone coperto. Un sistema logistico ideale per ricevere i carichi dalle navi, lavorarli e poi smistarli via treno e camion. E con il potenziamento dei traffici è probabile che arrivino nuovi posti di lavoro.

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