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La storia insegna: assurdi i tagli alla manutenzione / L’ANALISI

Genova - Non è un fenomeno imprevedibile, la coda velenosa dei nubifragi che si risolve in uno stillicidio di frane, smottamenti, crolli, colate detritiche. Né che strade, ferrovie e acquedotti siano le infrastrutture più sensibili. Assieme alla stessa rete idrografica, che disegna il paesaggio e condiziona tutte le reti artificiali

Genova - Non è un fenomeno imprevedibile, la coda velenosa dei nubifragi che si risolve in uno stillicidio di frane, smottamenti, crolli, colate detritiche. Né che strade, ferrovie e acquedotti siano le infrastrutture più sensibili. Assieme alla stessa rete idrografica, che disegna il paesaggio e condiziona tutte le reti artificiali.

LE VITTIME DIMENTICATE
Se la frana sulla Via dell’Amore del 2012 fece il giro del mondo, sono presto dimenticate le vittime stradali travolte da una frana, a Imperia o Rogliano Grimaldi, a Ceprano o sul Brennero, fino alle valli piemontesi, Vigezzo e Ferrè, in aprile e agosto del 2018. Tutti eventi non annunciati, ma attesi.

L’Italia è unita, almeno nella sua fragilità. E mentre il Tigullio - flagellato via mare pochi giorni fa - subisce un dissesto diffuso che si materializza nella piazzetta più famosa del mondo e sulla linea ferroviaria, per fortuna senza vittime, Palermo viene assetata da uno smottamento che ha fratturato la condotta che dal lago Jato porta l’acqua in città.

LEGGI L’ARTICOLO SUL SECOLO XIX

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