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Masucci: «Porti Spa? Meglio pensare all’extraterritorialità»

Genova - Parla il rappresentate per il Comune di Napoli nell’Autorità di sistema portuale campana, e presidente nazionale degli International Propeller Clubs in Italia.

Genova - «I porti? Più che società per azioni o meno, dovrebbero riuscire a poter operare in un regime di extraterritorialità, che non significa ovviamente derogare alla normativa italiana, ma poter beneficiare un regime di snellimento burocratico». Umberto Masucci, rappresentate per il Comune di Napoli nell’Autorità di sistema portuale campana, e presidente nazionale degli International Propeller Clubs in Italia, sintetizza così il messaggio forte emerso da Shipping meets Industry, la due giorni di incontri organizzata a Milano insieme ad Alsea e Assologistica, che aveva l’obiettivo di avvicinare industria del Nord e portualità: «In effetti, alla luce di una riforma dei porti che ha già avuto un correttivo (e poi un correttivo del correttivo) si può intuire che sussistano ancora importanti esigenze di semplificazione normativa: con cinque presidenti di Adsp presenti (Venezia, Napoli, La Spezia, Bari, Sardegna ndr) di esempi di burocratizzazione ne sono stati raccontati. Penso giusto alla Campania, dove l’impatto delle Zone economiche speciali rischia di scontrarsi con il punto terminale del sistema logistico, quindi i porti con le loro rigidità, ma penso a quel caso in cui i legali per seguire una determinata pratica vennero estratti a sorte perché non c’era chiarezza sulle modalità di assegnazione dell’incarico, oppure ancora, a quando non si sono potuti spostare dei binari perché vincolati dalle Belle arti. L’abito non fa il monaco, è stato detto, e quindi più che porti Spa o porti non Spa, il tema vero è quello della sostanziale necessità di sburocratizzare i porti, a partire ancora una volta delle procedure di dragaggio».

Un sistema che così com’è oggi rischia di tenere lontani gli investitori istituzionali, specie esteri, sottolinea Fabrizio Vettosi, vice-presidente della commissione Finanza di Confitarma, mentre Marco Conforti, presidente di Assiterminal, porta come esempio di avvitamento burocratico il sistema di pagamento dell’Authority dei Trasporti, finanziata dagli stessi soggetti controllati, che più grandi sono, più pagano.

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