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Porti, Palermo cambia pelle e si offre ai big delle crociere / REPORTAGE

Palermo - Fa un certo effetto vedere a Palermo il viceministro leghista Edoardo Rixi che benedice «una Sicilia diversa, protagonista del cambio di passo che serve al Paese».

Palermo - Fa un certo effetto vedere a Palermo il viceministro leghista Edoardo Rixi che benedice «una Sicilia diversa, protagonista del cambio di passo che serve al Paese», mentre al suo fianco Pasqualino Monti, presidente dei porti occidentali dell’Isola (Palermo, Trapani, Termini Imerese e Porto Empedocle) elenca tutti i 42 cantieri che ha avviato. Ma era l’occasione per mostrare la vicinanza della Lega al Sud che si muove, al partito che sull’isola cerca di radicarsi, con le nuove sedi del Carroccio nel capoluogo che Rixi ha poi visitato, e quella appena costituita a Bagheria. Tutto a pochi giorni dalla visita del presidente cinese Xi Jinping, anche se i 120 milioni che servono per rivoluzionare lo scalo di Palermo non sono Yuan, ma euro che arrivano da Roma e da Bruxelles, attraverso i fondi europei.

Traghetti e crociere
Il porto di Palermo è dentro la città ed è da questa esigenza che Monti è partito per adeguare lo scalo al mercato, come aveva anticipato il Secolo XIX/TheMeditelegraph. Le attività container si sposteranno a nord, poi progressivamente verso Termini Imerese, mentre a Sud arriveranno le crociere con un nuovo terminal, i dragaggi e la rinascita della “vecchia” stazione marittima. Tre accosti a cui le compagnie stanno già guardando: «I tre principali player hanno già inviato manifestazioni di interesse» spiega Monti. Carnival, Msc e in un secondo tempo, quando ci saranno i fondali giusti, anche Royal Caribbean, porteranno le proprie navi qui «perché l’obiettivo è arrivare in breve tempo a 1 milione di passeggeri». Nel 2020 il presidente del porto conta di spiccare il volo, godendo dell’inserimento di Palermo nelle rotte delle principali compagnie che solcano il Mediterraneo. Nei progetti c’è anche una passeggiata sopraelevata che percorrerà tutto il porto e il nuovo accosto per gli aliscafi. Più a nord lo spazio sarà riservato ai traghetti e al traffico ro/ro. Moby, Grimaldi e Gnv sono già in prima fila e su quelle banchine sorgerà anche il nuovo terminal dedicato ai trailer. Dopo le forti contrazioni degli anni scorsi, anche Termini Imerese, nel 2018, ha assistito a un incremento dei traffici con il potenziamento dei servizi di Gnv per Civitavecchia e all’avvio di quelli per Napoli.

Navi e lavoro
L’altra rivoluzione è la rinascita del polo navalmeccanico di Fincantieri a Palermo. Il gruppo guidato da Giuseppe Bono è a caccia di slot per far fronte al numero elevato di ordini per costruire nuove unità da crociera. Palermo è adesso pronta con i due bacini: «Aspettiamo che qui arrivino anche nuove costruzioni» dice Rixi. Già entro quest’anno dovrebbe arrivare la prima commessa per una nuova unità che sarà Made in Sicily. Manca la manodopera, ma a Palermo aumenteranno gli occupati e arriveranno le aziende del Nord a fare formazione.
A proposito di lavoro, Monti annuncia di essere «vicino all’azzeramento dell’Ima per la compagnia portuale: era in una situazione disastrosa, ora va bene grazie all’aumento del traffico. Bisogna tutelare il lavoro, pagando le giuste tariffe non per sostenere una situazione fuori mercato con denaro pubblico, ma per la qualità dei servizi svolti. E il nostro modello funziona», spiega ancora Monti in riferimento all’autoproduzione che invece sta incendiando diversi porti italiani. L’ultimo progetto è sulla costruzione di un terminal Lng a Porto Empedocle. Gli spazi ci sono «non faremo nulla contro il volere della comunità» dice Monti, e Rixi annuisce: «Ma ricordate che le navi e il traffico andranno dove ci sono le infrastrutture adeguate. L’Lng nelle crociere è il carburante del presente e del futuro. E le compagnie andranno dove potranno fare rifornimento
».

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