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Signorini: «Il 2019 sarà cruciale per far partire le gare» / INTERVISTA

Genova - Signorini: «A fine anno aprirà la piattaforma di Vado, ma la sfida ora è avviare gli affidamenti».

Genova - Sotto il profilo dei traffici, nel 2018 i porti di Genova e Savona hanno subìto solo relativamente l’impatto della caduta del Ponte Morandi, mentre l’inizio del 2019 si è rivelato deludente: «Il fatto - commenta Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di sistema del Mar Ligure Occidentale - è che l’effetto di quella tragedia, in termini di impatti sui traffici, è più difficilmente prevedibile di quanto ci si aspettava, con alcuni fenomeni che si sono verificati nell’immediato, e altri che stanno impattando a maggiore distanza di tempo. Tuttavia credo che le soluzioni sia di emergenza che di più lungo periodo che sono state individuate in questi mesi, ci permetteranno di superare questo avvio di anno piuttosto fiacco. Confido soprattutto - aggiunge Signorini - nel completamento delle infrastrutture di ultimo miglio, come la strada della Superba o il completamento della strada Guido Rossa alle spalle del bacino di Sampierdarena, per fare due esempi. Comunque per capire meglio le tendenze del traffico suggerirei di attendere almeno il primo trimestre del 2019».

Quali saranno le opere che certamente potremo dire saranno ultimate entro fine anno?

«Penso arriveremo al completamento di alcune opere che sono state appaltate prima del crollo di Ponte Morandi: quindi finalmente il secondo binario all’uscita del Psa Terminal di Pra’, la cinturazione di Ponte Parodi, alcuni interventi a Calata Bengasi e Terminal Bettolo. Però, se mi permette, la vera scommessa per il 2019 saranno gli affidamenti. Sfruttando gli effetti del Decreto Genova, noi contiamo di appaltare tutte le opere di accessibilità al porto e all’aeroporto. Forse anche la riqualificazione dell’Hennebique. Diverso invece il discorso per Savona-Vado, dove vedremo l’avvio dell’operatività della nuova piattaforma gestita da Apm e Cosco.

Venerdì scorso l’affidamento a Technital della progettazione della nuova diga foranea.

«La gara per la progettazione è stata realizzata senza alcuna deroga di tipo commissariale. Sarà necessario un mese per l’affidamento definitivo, occorreranno altri mesi perché il consorzio possa effettuare la progettazione, che ci darà anche la suddivisione in lotti dell’opera. Vogliamo anche passare per una fase di dibattito pubblico. Una volta definito l’intero progetto, sarà usata la deroga della gestione commissariale per l’affidamento dei lavori: il motivo è poter operare più rapidamente dove occorre».

Per Genova, la diga rappresenta il rilancio del porto. Quando sarà pronta?

«In questa fase, è difficile lanciarsi in previsioni. È certo che noi contiamo di arrivare alla fase esecutiva il prossimo anno».

Alla fine i cinesi che erano in gara per la progettazione sono rimasti esclusi. E la società operativa con l’Adsp?

«Vede, questo è storicamente il punto di accesso dei traffici cinesi all’Italia: su questo credo non ci siano dubbi. Il lavoro che stiamo portando avanti con il gruppo cinese Cccc serve ad ancorare queste realtà su un porto che è già Via della Seta. Con loro stiamo definendo un protocollo. Per la società ci vorrà ancora del tempo».

A proposito di Decreto Genova: molto si parla della Zona logistica semplificata. In concreto: cos’è, dov’è e perché sara utile ai porti liguri.

«In poche parole: la Zls è definita fisicamente nei retroporti che stanno nel raggio d’azione retroportuale più limitato dei porti liguri, benché sia in lavorazione un decreto che ne estenda la sfera d’influenza. Definisce strutture in varie tipologie: quelle destinate allo stoccaggio dei container, quelle buffer che fanno da polmone per il traffico degli autoarticolati, infine aree di interscambio ferroviario. Questi punti, definiti geograficamente e funzionalmente, sono tra loro connessi attraverso l’interazione telematica (esempio: sistemi Fast Corridor, E-Bridge, in futuro anche attraverso la diffusione degli orari di accesso ai terminal). Infine, come si comprende, queste aree avranno in beneficio una semplificazione procedurale nell’interazione con il porto, oltre alle forme di ristoro e sostegno previste dal Decreto Genova. Ancora si sta lavorando sui benefici di tipo finanziario, che oggi sono limitati alle sole Zone economiche speciali».

La scorsa estate l’Adsp aveva avviato un ambizioso progetto di riforma della Compagnia unica. Poi il crollo del Ponte Morandi, e oggi siamo alla consueta vertenza sul conguaglio. Non è cambiato niente.

«Non è così. Sicuramente il crollo del ponte e i suoi effetti hanno ritardato il processo, che tuttavia non è stato abbandonato. Tenga conto che avevamo avviato un piano che toccava formazione, isopensioni, ricollocamenti, efficientamento. Se vogliamo andare avanti, serve disciplina da parte di tutti. Certamente siamo in ritardo, ma qui le responsabilità onestamente sono di tutti».

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