SERVICES

Diga foranea Genova, Toti: «Spero che il ricorso del Rina possa rientrare»

Genova - Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti a margine del Forum organizzato da Secolo XIX, Ttm e The MediTelegraph.

Genova - «Non hanno chiesto la sospensiva, quindi la pratica va avanti. Spero sia un ricorso che possa rientrare». Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti a margine del Forum organizzato da Secolo XIX, Ttm e The MediTelegraph, parlando del ricorso presentato dal Rina contro l’affidamento della progettazione della nuova diga del porto di Genova a Technital. «Dalle riunioni che abbiamo fatto, più volte - ha detto Toti - il Rina ha espresso la volontà di andare avanti con il consenso della comunità e delle istituzioni. Sanno che sia il Comune che la Regione che l’Autorità portuale avevano serie perplessità su questo ricorso, dopodichè il compromesso di un ricorso senza sospensiva e la possibilità di un percorso che possa farlo ritirare attraverso qualche accordo fra privati è sempre possibile. Dico quello che ho detto dall’inizio: spero che tutto questo non aumenti i ritardi che già subisce il nostro porto e in generale il Paese su tutti i cantieri. Mi auguro che si trovi un accordo e mi auguro anche che cambi la legislazione e l’approccio delle aziende allo strumento del Tar, che è un’estrema ratio e non può essere una felice abitudine di annegare».

Il caso “nave delle armi”
«È chiaro che tutti siamo contro la guerra, ci mancherebbe altro. Ma se due generatori elettrici che possono essere usati a scopo militare non possono essere caricati nel nostro scalo, che dovremmo fare con le imprese che lavorano nel nostro territorio e producono sistemi d’arma tecnologici fortunatamente esportati e apprezzati dalle difese di tutto il mondo?». È la domanda provocatoria posta dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamani ai manifestanti e lavoratori portuali in sciopero che ieri nel porto di Genova hanno impedito che la nave Bahri Yanbu carica di armi destinate all’Arabia Saudita potesse caricare due generatori elettrici. «A Spezia si costruiscono sommergibili, cannoni navali, veicoli blindati e carri armati, al cantiere di Muggiano fregate e pattugliatori, sul fiume Magra motovedette, Leonardo sviluppa nella nostra regione sistemi radar e missilistici. Potrei andare avanti - sottolinea -. In queste aziende, eccellenze italiane, lavorano molte migliaia di operai, tecnici e ingegneri. Ma dai nostri porti per questi “professionisti della protesta” e della strumentalizzazione politica non dovrebbe essere esportato nulla di tutto ciò. Complimenti, che idea geniale: chiudiamo tutte le fabbriche e viviamo di presìdi! Cosa non si fa per qualche voto...».

La sfida sulle infrastrutture

Infrastrutture e riforma della governance, sono le due necessità per sostenere la portualità ligure. «Abbiamo davanti due sfide - ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti al forum Shipbuilders & shipowners organizzato da Secolo XIX, Ttm e The MediTelegraph all’istituto Nautico -. La prima è quella delle infrastrutture, fondamentali per stare dietro all’innovazione della tecnologia in mare e all’aumento dei volumi auspicabile in tutti i porti della Liguria che già oggi è la piattaforma logistica principale del Paese per i contenitori, lo è diventata da quest’anno per le crociere e lo sarà sempre più con l’arrivo dei grandi traghetti come quello varato l’altro giorno. Abbiamo bisogno a terra di un impianto che sia in grado di supportare questo aumento di volumi fondamentale per la competitività non della nostra regione ma del Paese». Quindi dal Terzo valico al nodo autostradale alla diga. «La seconda sfida è normativa: abbiamo bisogno che la legislazione stia dietro all’innovazione tecnologica che corre, quindi governance più snelle per i nostri porti, più efficaci, più competitive e più di mercato. Siccome penso che talvolta copiare non sia una cosa indegna, copierei dalle migliori governance dei porti del Nord Europa dove le autonomie locali sono assai più presenti di quanto lo siano qui. Si possono scegliere molte strade ma penso che non si possa camminare in un paese a due velocità dove l’innovazione corre e la legislazione resta quella un po’ farraginosa del Regno d’Italia».

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››