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«Logistica, Livorno punta sul polo dell’eccellenza»

Livorno - Gabriele Gargiulo, nominato da qualche mese segretario generale facente funzione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, parla di Livorno come «un porto in crescita e in salute».

Livorno - Gabriele Gargiulo, nominato da qualche mese segretario generale facente funzione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, parla di Livorno come «un porto in crescita e in salute. Lo scorso anno – prosegue – è amentata la movimentazione delle merci e nei primi mesi di quest’anno il trend di crescita sta proseguendo». Secondo il segretario generale, lo scalo sarà ancora più competitivo dopo che sarà completato «l’allargamento del canale d’accesso alla Darsena Toscana».

L’obiettivo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale è quello di allargare ulteriormente la strettoia del Marzocco per migliorare l’accessibilità del porto. Il dragaggio dei fondali va ad intervenire in prossimità dei punti più stretti del canale di accesso, quelli in cui passano i tubi dell’Eni, che fino ad oggi hanno rappresentato l’ostacolo all’accesso delle navi con pescaggio superiore ai 10,75 metri (a carico ridotto). L’intervento è previsto che venga finanziato dal Terminal Lorenzini e dal Terminal Darsena Toscana, per un costo di alcune centinaia di migliaia di euro. Si tratta di rimuovere complessivamente 20 mila metri cubi di sedime per arrivare a dare al canale una larghezza di 70 metri (dagli attuali 57 metri) e una profondità di 13 metri proprio laddove passano le tubazioni.

È una novità che potrebbe tradursi in importanti benefici ormai necessari per gli operatori portuali e, soprattutto, per le grandi compagnie. Se infatti le simulazioni di manovra programmate dovessero dare un riscontro favorevole, i nuovi lavori di dragaggio potrebbero consentire di portare in Darsena Toscana navi senza più le limitazioni di carico attuali. Tanto per fare un esempio: oggi le unità navali larghe 42.8 metri entrano a carico ridotto con un pescaggio di 10,75 metri, mentre il target di progetto – se raggiunto – tende a consentire un pescaggio di 12 metri, che significa livelli di carico maggiori. Secondo Gargiulo c’è un altro progetto destinato a cambiare, in meglio, il volto del porto toscano. «Parliamo di un piano d’eccellenza e mi riferisco a quello che riguarda la Darsena Europa», sottolinea. Positivo, per Livorno, anche l’incremento della movimentazione su ferro delle merci che lo scorso anno ha fatto registrare 1.963 treni, per un totale di 35.670 carri movimentati. Rispetto all’anno precedente i volumi spediti e ricevuti via ferrovia sono aumentati del 14%, sia in termini di carri movimentati che di treni in ingresso/uscita dallo scalo. Per lo scalo labronico il 2018 non è stato dunque soltanto l’anno dei record registrati nel comparto delle tonnellate movimentate, dei mezzi rotabili, delle auto nuove sbarcate/imbarcate e dei passeggeri su traghetti, ma anche quello dei grandi numeri con riferimento al trasporto su ferro. I dati «restituiscono la fotografia di un porto la cui quota di traffico merci movimentata su ferrovia sta crescendo a ritmi più che buoni, come si evince peraltro dalla lettura dei dati relativi alla movimentazione del traffico dei container», dice il segretario generale.

Nel 2018 sono stati 59.190 i contenitori movimentati su treno, con un incremento dell’8,7% rispetto al 2017, mentre i carri in ingresso/uscita sono stati 27.318, +3,5% rispetto allo scorso anno. La quota rail del porto relativa al traffico containerizzato è passata dal 15,5% del 2017 al 16,2% del 2018. Nel 2018, a partire da marzo, la modalità ferroviaria è stata utilizzata, a distanza di oltre dieci anni dall’ultima volta, anche per il trasporto delle auto nuove sia in import che in export: 1.871 sono i carri carichi che l’anno scorso sono arrivati-partiti direttamente dallo scalo di Livorno e che precedentemente arrivavano-partivano dall’Interporto Vespucci.

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